SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Paolo Forlì dovrà comunicare ufficialmente al Comune se intende subentrare il Consiglio al posto di Roberto Bovara. L’ex socialista, che nel 2011 si candidò nella civica Città Aperta, ha già fatto sapere che non riprenderà l’attività politica, ma dovrà protocollare la rinuncia.

Nel prossimo consesso potrebbe avvenire la sostituzione, a patto che Gianni Schiuma accetti l’incarico. Il vocalist non ha ancora deciso il da farsi e avvierà una fase di riflessione. Qualora propendesse per il sì, Schiuma sfrutterebbe questi pochi mesi di mandato per presentare mozioni e proposte indirizzate a questioni di turismo e grandi eventi.

In caso contrario, la situazione si complicherebbe notevolmente. Elvezio Grandoni ha annunciato l’indisponibilità, mentre Settimio Capriotti accetterebbe con riserva: “Se ti candidi e vieni chiamato in causa, devi rispondere. Se toccasse a me chiederei un incontro al sindaco, ci sarebbero da votare delibere non da poco”. L’ex assessore fa riferimento al Bilancio di previsione e al primo passaggio dei Poru: “Tutto questo si sarebbe potuto evitare, non condivido la decisione della Sorge di dimettersi per partecipare alle primarie, non ce n’era il bisogno. Chi andrà a fare il consigliere adesso, che segno potrà lasciare? Se entrassi io godrei dell’esperienza maturata in passato, ma un esordiente in due mesi non farebbe in tempo ad imparare”.

Un parere del Ministero dell’Interno del 2007 consente ai Comuni di effettuare più surroghe nello stesso consesso. “Ma diventerebbe complicato – ammette il segretario generale Eduardo Antuono – c’è sempre un vincolo sulla presenza sul posto dei rinunciatari. Dovrebbero presenziare in Consiglio o venire al protocollo”.

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