SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La sicurezza non è né di destra, né di sinistra, ma l’unica a difenderci è la destra. Si può fare prevenzione con un controllo capillare del territorio. Anche i sindaci nel loro piccolo hanno il potere di firmare delle ordinanze”. Lo ha detto Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d’Adda che lo scorso 20 ottobre sparò ed uccise un ladro albanese che gli era entrato in casa.

Candidato al Consiglio Comunale di Milano per Forza Italia, Sicignano è stato invitato a San Benedetto da Fratelli d’Italia e Lega nell’ambito dell’incontro pubblico al Ristorante Papillon sul tema della sicurezza nelle città. Tra i presenti pure Alberto Torregiani, gioielliere vittima di una rapina che causò la morte del padre e lo rese paraplegico.

“Questo è un trauma che non si cancella – ha aggiunto Sicignano – ogni sera mi torna in mente la scena, è uno stupro  psicologico. Ci vogliono vent’ anni di carcere, se sanno che beccano vent’anni non vanno più nelle case degli altri. Il fenomeno aumenta giorno dopo giorno. Il problema che oggi non avete, domani potreste averlo. L’Italia si fonda sul diritto dell’inviolabilità della propria casa. Questo non è più un Paese civile. All’estero pensano che siamo il Paese dei Balocchi dove non paga mai nessuno. Bisogna fermare queste cose, non se ne può più”.

Per l’occasione sono state rafforzate le misure di sicurezza del locale, con agenti in borghese che hanno vigilato sulla sala che ospitava il convegno.

Si è trattato della prima uscita pubblica di Massimiliano Castagna dopo la candidatura a sindaco. “Il primo tema importante è quello della sicurezza, da sempre è il nostro cavallo di battaglia – ha spiegato – la gente sente questo grosso problema per la città. Il primo problema che dovremo tentare di risolvere è questo”.

Sulla possibilità di ricucire i rapporti con Forza Italia, Castagna ha mantenuto il piede in due scarpe: “Le elezioni ci saranno il 12 giugno, fino alla presentazione delle liste tutto è possibile, lasciamo la porta aperta a tutti”.

Accantonate pertanto le primarie: “Escludo che la richiesta possa ancora arrivare dalla Meloni. Il mio progetto è condiviso dai vertici romani, escludo qualsiasi ipotesi di consultazione, siamo arrivati lunghi, si potevano fare a ottobre senza problema. Adesso no”.

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 308 volte, 1 oggi)