Qualche giorno fa scrivevo a Davide Nota in merito al suo recente libro, “Gli Orfani“. Avendo letto alcuni passaggi, gli chiedevo alcune informazioni sullo stile un po’ poetico un po’ narrativo. Mi ha risposto, tra le altre cose: “Cosa è più irreale tra una sincera irrealtà e la realtà della finzione?”

Dunque la verità, oggi, è impossibile. Da qui discende la nostra sofferenza, ma anche una strana forma di gioia post-moderna. Se la verità non esiste, tutto è possibile: possiamo cambiare la nostra vita in ogni istante. Purtroppo capiamo ben presto come le infinite possibilità siano una illusione peggiore dell’assenza delle stesse.

Vi sarebbero, nel flusso infinito di realtà/irrealtà delle nostre vite, soltanto due elementi immobili. L’inizio e la fine. La vita e la morte. E seppure la nascita stia assumendo sempre più contorni sfumati rispetto alle leggi di natura (ma non mi addentro nelle questioni anche d’attualità), tre casi di morte/non morte dei quali sono venuto a conoscenza proprio in questa giornata inducono ad una riflessione, per quanto superficiale e col sorriso, di come la vita sia diventata imperitura, se non nel corpo, nella sua infinita riverberazione mediatica.

  1. FUNERALI RENATO BIALETTI. Leggiamo dal Corriere della Sera: “Funerali Bialetti; in una Moka le ceneri dell’imprenditore”. Sommario: “Una Moka davanti all’altare e, dentro, le ceneri di Renato Bialetti, «l’omino coi baffi»: così, per volontà dei figli Alessandra, Antonella e Alfonso, è stato salutato a Casale Corte Cerro, nel Verbano, l’industriale che ha ideato la celebre caffettiera“. Ogni volta che bevete un caffè dalla Moka, ricordatevene. Realtà/Irrealtà.
  2. PADRE PIO DA PIETRELCINA. Morto il 23 settembre 1968, il suo corpo del frate è stato esposto di recente nel trasposto da Pietralcina a Roma. Ma il corpo non è il suo, o almeno, lo è solo in parte. Imbottiture nel busto e altrove, mentre il volto è stato ricostruito a Londra. Realtà/Irrealtà. I fedeli adorano quindi un corpo abbastanza simile a quello di Padre Pio al momento della morte, nel 1968, ma contenente una grande quota di elementi innaturali.
  3. JORGE LUIS BORGES CITATO A SUA INSAPUTA DA MATTEO RENZI. Renzi va in visita in Argentina e fa un discorso in spagnolo citando dei versi del grande intellettuale argentino Jorge Luis Borges. Peccato Borges non abbia mai scritto nulla di quanto detto da Renzi; si tratta di un altro Borges, Miguel Borges. Realtà/Irrealtà.

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