SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Troppe vongolare a caccia di bivalvi nello stesso specchio di mare. 221 barche, un terzo della flotta nazionale, operano nelle Marche e alla scadenza del Regolamento regionale sulle zone di pesca di Pesaro, Ancona, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto sale la tensione fra i quattro consorzi marchigiani. Lo afferma l’Organizzazione produttori della Pesca di Fano, Marotta e Senigallia in una nota diramata dall’Ansa.

”Una concentrazione pazzesca di barche in 150 chilometri di costa, cioè un’imbarcazione attiva ogni 680 metri, si traduce in un danno enorme alla pesca e all’ambiente. Ora – sostiene l’organizzazione – la situazione ambientale è peggiorata e la pesca dei molluschi-bivalvi nella regione è al tracollo. Non si può continuare a spostare barche da un compartimento marittimo ad un altro, limitandosi a spostare il problema. Il Ministero deve assumersi le proprie responsabilità e deve decongestionare i compartimenti delle Marche”.

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