SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel Pd scoppia la polemica sul versamento di mille euro da parte di ciascun candidato per la partecipazione alle primarie del 6 marzo.

L’articolo 4 del regolamento considera il contributo utile “per la copertura delle spese per l’organizzazione delle primarie”. Essendo quattro i contendenti, il partito incasserà 4 mila euro a cui si sommeranno i 2 euro richiesti ad ogni elettore al momento dell’ingresso nell’urna.

Facendo riferimento all’affluenza del 2011, quando 2610 votanti si espressero per Giovanni Gaspari e Luca Spadoni, è previsto un ulteriore introito di 5.200 euro. I democratici si aspettano tuttavia una partecipazione superiore alle 4 mila unità, considerando l’assoluto equilibrio della gara a differenza di cinque anni fa.

Quei mille euro sono la spesa più alta di tutta la mia campagna elettorale  dice Tonino Capriotti – non mi risulta che nel 2011 fu chiesta questa cifra”. I renziani stanno facendo della spendig-review in campagna elettorale un tratto distintivo (è indetta per venerdì una cena di auto-finanziamento al Ristorante Papillon), con annessa rinuncia all’individuazione di un un quartier generale. “La nostra sede è la piazza, tra la gente”. Il gazebo sarà presente in Viale Moretti tutti i weekend e dalla prossima settimana anche nei giorni di mercato.

In caso di vittoria, i “rottamatori” proseguiranno con la linea del basso profilo economico e pretenderanno dalla segreteria la possibilità di usufruire di gran parte dei proventi che finiranno nelle casse del Pd.

C’è poi la questione Sorge che tiene banco. La bozza approvata la settimana scorsa non pone precisi limiti alle spese per la campagna elettorale, ma al contempo invita tutti a criteri di sobrietà. Principio secondo molti non rispettato dall’ex assessore, che ha installato imponenti 6×3 in diverse aree cittadine.

Tonino Capriotti, Margherita Sorge, Paolo Perazzoli e Antimo Di Francesco avranno la possibilità di confrontarsi nuovamente lunedì 22 febbraio, in occasione di un appuntamento aperto al pubblico che si svolgerà all’auditorium Tebaldini.

Nel corso delle campagne d’ascolto, Paolo Perazzoli è tornato ad accusare i rivali: “Il mio sondaggio non teneva conto della presenza di Di Francesco, perché all’epoca aveva assicurato che non si sarebbe candidato. Poi probabilmente è stato folgorato sulla via di Offida. Tutti mi copiano, ma mentre io certe critiche all’amministrazione le faccio da anni, loro sembrano arrivati ora da Marte”.

Capriotti, durante un’iniziativa al Ponterotto, ha contestato l’assenza in questi anni di una progettualità concreta per una vasta riqualificazione di San Benedetto. “Occorre rimediare. Quando parliamo di sviluppo di un territorio non basta definirne le regole con un piano regolatore, servono concrete richieste e progetti di intervento, attrarre dei finanziamenti e utilizzarli al meglio, non come è successo per l’area del porto. E’ giusto puntare ad un coinvolgimento della collettività, ascoltare le loro richieste e vedere effettivamente quali sono le problematiche su cui intervenire. E’ arrivato il momento in cui i comitati di quartiere ritornino ad essere più presenti nella vita del Comune, proponendo progetti concreti come nuovi centri di aggregazione o il recupero di spazi inutilizzati per il bene della collettività”.

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