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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Margherita Sorge si è appena dimessa da assessore con deleghe al Turismo, alla Cultura e ai Servizi Sociali; un percorso iniziato con la giunta Gaspari nel 2006 e che l’ha vista nel ruolo di assessore ininterrottamente per dieci anni. A gennaio è stato dato l’incarico per avviare i lavori di rifacimento del lungomare nord, e abbiamo voluto ascoltare il suo parere in proposito. Proseguiamo con lei la serie di pareri sul nuovo lungomare raccolti dai candidati sindaci (la Sorge è candidata alle Primarie Pd).

Come sarà il lungomare?
“Abbiamo pensato un progetto di riqualificazione nel rispetto degli elementi architettonici realizzati da Onorati, nel rispetto dei vincoli dati dalla Sovrintendenza. Procederemo alla messa a norma dei sottoservizi, annullando così i problemi relativi alle docce negli stabilimenti balneari. Cambieremo tutte le tubature: il problema derivava che non era possibile aumentare la pressione dell’acqua poiché le tubature non erano in grado di resistere”.

In che modo si procederà con i lavori?
“Saranno contestuali, quindi lavori dei sottoservizi e in superficie. Se per tempistica non dovremmo farcela a finire i 400 metri di superficie prima della stagione estiva, potremmo agire come per i lavori del pennello, ovvero terminarli e poi riprenderle dopo l’estate”.

Resta che il progetto attuale non va oltre i primi 400 metri a nord, e nella migliore delle ipotesi avremo tre diversi lungomare.
“Se dovessi diventare sindaco il primo atto che fare è di trovare le risorse per finire subito il lungomare, il progetto c’è e dovremo fare la riqualificazione fino a Las Vegas, se si dovranno fare modifiche, si faranno”.

Cosa risponde a chi vi accusa di non aver realizzato nulla per dieci anni ed esservi ridotti agli ultimi mesi e solo per una piccola parte?
“Purtroppo in questi anni i vincoli stringenti del patto di stabilità e l’esistenza di alcuni mutui impedivano di aprire nuovi mutui per investimenti di questo genere. La situazione si è sbloccata quest’anno grazie alla chiusura dei vecchi mutui, e così quest’anno e l’anno prossimo possiamo tornare ad investire”.

Nella sua intervista su questo tema, Pasqualino Piunti ha criticato il mancato indirizzo dei soldi della tassa di soggiorno e dei parcheggi blu per la riqualificazione del lungomare, nonostante anche un espresso voto del consiglio comunale.
“Piunti deve sapere che la tassa di soggiorno non è una tassa di scopo quindi non può essere vincolata per la realizzazione di un’unica opera ma solo per servizi turistici in genere”.

Invece Giorgio De Vecchis denuncerà all’Autorità Nazionale Anticorruzione il fatto che il bando sia stato diviso in due, secondo lui per non superare il limite di un milione di euro che necessitava di un bando di gara pubblico.
“La sua è un’accusa strumentale, oltretutto agli uffici. Il bando è stato diviso in due perché due sono le necessità, separate tra di loro. De Vecchis offende gli uffici. Abbiamo agito in modo da velocizzare la realizzazione”.

Una critica è che quest’opera così costosa è avviata senza aprire ad una vera partecipazione progettuale della città.
“Purtroppo il tratto nord tiene conto di molti vincoli che ci ha dato la Sovrintendenza, quindi non si poteva pensare di cambiare granché e aprire a chissà quali confronti. Garantisco comunque che io aprirò il confronto con le migliori intelligenze della città per pensare a come riqualificare la parte restante, che ha caratteristiche diverse”.

Non si poteva quindi aspettare qualche mese in più per un progetto coeso e partecipato nella sua interezza?
“E perché? La città ha aspettato già abbastanza e bisogna realizzare quanto possibile. Fermarsi in questo momento sarebbe stato ingiustificabile. Ricordiamo che il tratto nord in questo momento è ridotto molto male e il nostro intervento mira a recuperare una vivibilità dello stesso”.

C’è anche l’idea di riaprire viale Buozzi per avere dunque un tratto pedonale molto grande che si affaccia direttamente sul mare. Che ne pensa?
“Io sono per chiudere delle strade al traffico e renderle pedonali, mai il contrario. Per rendere più fruibile la città tuttavia occorre che si faccia un piano del traffico completo e si valutino tutte le situazioni, in modo da poter agire con criterio”.

L’Albula resta una ferita aperta nel cuore della città.
“Dobbiamo intercettare dei fondi europei o della macroregione per una operazione di bonifica e recupero. Possiamo anche pensare di realizzare dei parcheggi a sbalzo in modo da liberare zone per il parcheggio nel quadrilatero del centro e consentire una pedonalizzazione migliore”.

L’intervento del lungomare implica anche un diverso approccio col piano di spiaggia?
“Le due cose non sono connesse, tuttavia bisognerà cercare anche di rendere gli stabilimenti balneari capaci di offrire servizi più diversificati come già accaduto in altre zone d’Italia, ad esempio con piscine, idromassaggi o attività capaci di attrarre visitatori anche in bassa stagione”.

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