SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La cifra in ballo è di 900.354,04 euro. L’edificio la nuova scuola Mario Curzi, in via Togliatti, recuperata dallo stabile dell’ex Tribunale, chiuso sotto i colpi dell’austerità. L’accusa è di Giorgio De Vecchis, candidato sindaco di Orgoglio Sambenedettese. E non sembra roba da poco, tanto che l’ex consigliere comunale annuncia un nuovo probabile esposto all’autorità nazionale anticorruzione.

Tutto nasce con due determine del Comune di San Benedetto, a firma del dirigente Farnush Davarpanah, del 7 novembre 2011. Entrambe con oggetto inerente la ristrutturazione dell’ex Tribunale Civile di Piazza Alberto Dalla Chiesa. Nella determina 1528 in particolare si legge quanto segue: “I lavori di importo inferiore alla soglia comunitaria possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento, per importi complessivi inferiori alla soglia comunitaria, dall’articolo 57, comma 6, del decreto legislativo 163 del 2006 con invito di almeno tre operatori economici”. E successivamente: “La scelta del contraente sarà effettuata mediante ricorso alla procedura negoziata a norma di quanto previsto dall’articolo 9 del decreto legge 133 del 2014…”.

Effettivamente la procedura che ha portato all’assegnazione dei lavori di ristrutturazione dell’ex Tribunale alla ditta “Costruzioni metalliche e prefabbricate International” per 900.534 euro, circa il 10% di ribasso sulla base d’asta, è avvenuta proprio sulla base del decreto legge 133 del 2014, il famoso decreto “Sblocca Italia” del governo Renzi. Il problema è che il decreto ha subito, prima dell’approvazione definitiva delle due Camere, delle modifiche, di cui una sostanziale proprio nel merito di quanto stabilito per le procedure di assegnazione degli appalti come quello dell’ex Tribunale.

De Vecchis si presenta in conferenza stampa con diversi riferimenti di legge tra cui le “Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 133 del 2014”, dove si legge: “La lettera d) è sostituita dalla seguente: ‘i lavori di importo inferiore (…) del citato codice in cui al decreto legislativo 163 del 2006, con invito rivolto ad almeno dieci operatori economici”.

Quindi l’invito per la ristrutturazione dell’ex Tribunale, anziché rivolto a sole tre ditte, doveva essere allargato a dieci. “Non esiste al momento alcuna norma di legge, né mai è esistita, che ha consentito una procedura del genere – commenta De Vecchis – Come sa chi ha studiato legge ma anche un normale cittadino, la mancata conversione di un decreto in legge fa decadere anche in maniera retroattiva gli effetti immediati del decreto. Ma c’è di più: l’approvazione definitiva del Senato alla modifica che impone le dieci ditte da invitare è stata del 5 novembre 2014, e questo è avvenuto dopo la precedente modifica della Camera, per cui chi stava preparando la determina doveva già sapere la situazione, mentre la determina è del 7 novembre, quando queste informazioni dovevano essere disponibili. Inoltre la legge approvata è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’11 novembre, la numero 262: si era ovviamente in tempo per riavviare la procedura a norma di legge, essendo passati solo 4 giorni dalla determina, ma non lo si è fatto”.

De Vecchis accusa sia i tecnici che la maggioranza, senza lesinare accuse ai consiglieri di minoranza: “Queste sono vicende che farebbero cadere qualsiasi sindaco d’Italia. Parliamo di un sindaco che in questi anni si è caricato direttamente della gestione del personale, quindi è sempre stato penetrante nell’indirizzo quanto latitante nel controllo. Mentre i consiglieri comunali, che hanno il dovere di verificare quel che accade, cosa hanno fatto? Io ho compiuto queste ricerche da semplice cittadino, come tutti possono fare. Per loro sarebbe davvero semplice accedere agli atti in tempo reale, cosa fanno?”

Il candidato sindaco di Orgoglio Sambenedettese afferma che, non appena avrà modo di ottenere tutti gli atti e i documenti inerenti questa determina, si rivolgerà anche per questa vicenda all’Autorità Nazionale AntiCorruzione: “Sto facendo altrettanto per l’appalto del lungomare: è assurdo che le uniche due opere consistenti realizzate in questi anni siano viziate in questo modo da un possibile danno economico che pagano tutti i cittadini”.

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