SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Blitz del Nucleo Tpc di Ancona. A seguito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura di Ascoli  i carabinieri hanno recuperato diversi reperti di natura archeologica detenuti in un’abitazione di San Benedetto del Tronto. Nella mattinata del 3 febbraio si è svolta una conferenza stampa ad Ancona con i dettagli dell’operazione.

I militari sono giunti  all’individuazione della casa sambenedettese a seguito di indagini inerenti ad alcuni dipinti di dubbia provenienza. Nel corso delle attività di perquisizione  i carabinieri, insieme ai colleghi di San Benedetto del Tronto, hanno scoperto che il residente dell’abitazione deteneva illecitamente una collezione di  reperti di natura archeologica.

In particolare la raccolta era costituita da un insieme eterogeneo di manufatti ceramici, anforacei, in terracotta e in bronzo che abbraccia un arco temporale compreso tra il VII secolo a.C. e il V secolo d.C. riferibili prevalentemente ad ambito Piceno, Etrusco, Magnogreco e Romano.

Tra i reperti più significativi sono presenti numerosi manufatti di produzione apula (tra cui un’olla in ceramica subgeometrica daunia), un pendaglio  in bronzo a forma di oinochoe di produzione picena e una statuetta raffigurante una suonatrice di tympanon di produzione magnogreca. Inoltre sono presenti due testine fittili  precolombiane, di uso votivo, riconducibili alla cultura di Teotihuacan (Messico).

Le attività di verifica per quanto attiene i reperti di origine precolombiana sono stati effettuati da personale del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma e per la restante parte dal funzionario della Soprintendenza Archeologia  delle Marche, Giorgio Postrioti.

Anche in tale collezione un numero minimo di oggetti è risultato non  di natura archeologica  ma una perfetta imitazione. Il detentore della collezione è indagato per ricettazione.

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