Dal numero 1060 di Riviera Oggi, in edicola.

Immaginatevi una partita di calcio dal risultato già deciso. Siamo ai minuti di recupero e la nostra squadra non ha ancora effettuato cambi. Eppure ne avrebbe avuto la necessità, considerati i due infortuni e l’espulsione arrivata ad inizio ripresa.

Ora, sempre usando la fantasia, sostituite la squadra in questione con la giunta Gaspari e i tre giocatori usciti anzitempo con Marco Curzi, Fabio Urbinati e Margherita Sorge.

Il primo è l’assessore espulso, defenestrato con un rosso diretto nell’aprile del 2013, senza ringraziamenti di rito e strette di mano. Gli altri due sono gli infortunati, decisi a lasciare perché desiderosi di “tutelare” le loro gambe in vista di altre galoppate: il renziano è volato in Regione nove mesi fa, il medico sogna la poltrona da sindaco in Riviera.

Ma proprio mentre il pubblico sta per abbandonare gli spalti, ecco il colpo di scena: tre ingressi in campo, tutti assieme.
In una partita di calcio si incazzerebbero tutti. Tifosi e giocatori entranti. In politica no. La questione diventa anzi motivo di rivendicazione partitica (“quanti esponenti del Pd subentreranno?”) e sessuale (“quante donne ci saranno?”).

Noi invece ci permettiamo di allargare il campo e soffermarci su un argomento brutto e cattivo: quello dei soldi. Il compenso spettante ad un assessore non è uguale per tutti. Se sei un libero professionista porti a casa circa 1000 euro al mese, se sei un lavoratore dipendente il contributo si dimezza. Quindi, nella migliore delle ipotesi, il Comune sborserà per i nuovi ingressi 6 mila euro per appena quattro mesi di operato.

Il primo a non pensare che si tratti di una cifra irrilevante, indovinate chi è? Giovanni Gaspari, che in occasione del primo Consiglio Comunale successivo all’epurazione di Curzi (30 maggio 2013) ammise di aver rimosso l’assessore allo Sport “in ossequio alla spending-review”. Somma risparmiata proprio 6 mila euro, ma all’anno.

Che dire inoltre del mancato rimpiazzo, prolungato per quasi tre anni? Le deleghe di Curzi vennero ripartite tra Eldo Fanini e Luca Spadoni e la pratica è stata confermata pure al momento dell’addio anticipato di Fabio Urbinati, con i grattacapi del Bilancio finiti nelle mani del primo cittadino e le Attività Produttive coordinate dal consigliere comunale Piefrancesco Morganti.

A dir poco bizzarro che ciò che ha funzionato fino all’altro ieri non sia estendibile per altri centoventi giorni, nel corso dei quali gli assessori subentranti sarebbero chiamati a prendere le misure coi rispettivi uffici e impegni.

Non costringeteci a diventare andreottiani. Non spingeteci a pensare che questi nuovi assessorati servano esclusivamente a mettersi in mostra per le prossime Amministrative. Manca poco alla fine, l’arbitro sta per fischiare. La partita l’avete persa, non perdete pure altro.

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