SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Tornerò senz’altro a San Benedetto l’anno prossimo con il mio nuovo spettacolo. Sabato scorso mi sono divertito tantissimo, è stata una bella serata e anche il pubblico ha risposto positivamente”. Parola di Riccardo Rossi, che il prossimo 15 marzo esordirà al Teatro Sala Umberto di Roma con “That’s Life”, uno show sui pregi e i difetti della vita.

In Riviera non tornava dal lontano 2004, quando nell’ambito degli “Incontri con l’autore” presentò alla Palazzina Azzurra il libro “Pagine Rossi”. Una pausa durata quasi dodici anni e conclusa con la proposizione al Concordia de “L’amore è un gambero”. Con coda polemica.

I fatti. Il 23 gennaio l’attore sale sul palco, saluta i presenti e nota immediatamente le prime tre file vuote. “Istintivamente ho chiesto ai presenti di avanzare – dice Rossi – quando vedo dei posti liberi, mi fa piacere che il pubblico si avvicini e si compatti. E’ un fatto tecnico, c’è più condivisione, comunicazione, interazione. Lo chiedo regolarmente, ma in genere se ne occupa la produzione”.

Il riferimento al Comune scatta però alla visione diverse targhette – una quindicina – poste sugli schienali delle poltroncine rosse, con su scritto “Riservato Produzione”.

“Quando le ho lette ho pensato ‘che me frega’, sono sceso ed è diventata una gag. E’ stato anche un modo per rompere il ghiaccio”.

Sui social ha tuttavia manifestato un po’ di irritazione.
“Una utente mi ha fatto una domanda e io ho replicato. La prima ad essere dispiaciuta era l’organizzazione, mi avevano informato che il Comune era stato invitato. Capisci quindi la mia irritazione. Ho solamente risposto che avrebbero potuto disdire o perlomeno avvisare. Se uno ti invita, mica sei obbligato ad andare”.

Dal Municipio hanno fatto sapere che non avevano richiesto accrediti.
“Questo non lo sapevo. In ogni caso, se uno ti invita e non puoi, avvisa, pure se non hai fatto richiesta. Non è che sono autorizzati a non rispondere ad un invito. Basta dire ‘no, non posso’, senza giustificarsi per forza. Nella vita per motivare una nostra assenza diciamo sempre che abbiamo un impegno importantissimo da un’altra parte. Non serve, basta un ‘guarda, ti ringrazio, ma non posso’. E’ un concetto di buona educazione”.

Caso chiuso allora.
“Assolutamente. E’ stata l’organizzazione a lamentarsi alla fine dello spettacolo. L’unico fastidio è stato nel vedere delle poltroncine riservate completamente vuote”.

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