SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 26 febbraio 2016 saranno trascorsi 50 anni dal naufragio del peschereccio Pinguino, affondato di fronte alle acque della Mauritania il 26 febbraio 1966. A tal proposito alcune associazioni e privati cittadini sambenedettesi si sono mobilitati per ricordare il cinquantenario di questo tragico evento: tra questi, l’associazione dei Pescatori Sambenedettesi, il Mare Bunazze, il Circolo dei Sambenedettesi.

L’idea è quella di realizzare un dipinto di grandi dimensioni, di 3 metri per 2, a cura dell’artista sambenedettese Pino Rosetti, che possa essere esposto nelle scuole cittadine e infine nella Cattedrale della Madonna della Marina. L’opera ha un costo di materiali e realizzazione pari a circa 10 mila euro; a questo si va ad aggiungere l’idea di un documentario con interviste e immagini dell’epoca, in modo da ricostruire il periodo storico degli anni ’60.

Tuttavia vi sono state difficoltà a recuperare la somma necessaria. In una conferenza stampa l’ex assessore Nazzareno Torquati e il giornalista Remo Croci hanno spiegato in che modo si è agito e hanno criticato la scelta del Comune di San Benedetto del Tronto.

“Quello che fa male è una mancanza assoluta di sensibilità, nonostante il tentativo di Giuseppe Merlini dall’interno del Comune – afferma Torquati – Abbiamo contattato l’assessore Sorge nel giugno scorso, ma non siamo riusciti a parlarci al telefono o con messaggi per molto tempo, a quel punto ci siamo rivolti all’assessore Canducci che ha preso a cuore questo aspetto e l’ha portata al sindaco”.

Qui nascono le recriminazioni di Torquati: “Ci siamo trovati davanti ad un diniego totale, o meglio il sindaco, un po’ come un mercante di tappeti, ci ha proposto di accollarsi il 20% della spesa. Stiamo ricordando una tragedia che ha risvolti importantissimi per lo sviluppo della città, dal lavoro di questi uomini è venuta su la San Benedetto dei decenni a venire; questi uomini andavano a mare senza nemmeno un contratto di lavoro, gli eredi dei naufraghi non hanno neanche preso una pensione, quindi sono eroi cittadini che vanno ricordati. Ci troviamo anche in imbarazzo in queste cose, non sono cose che si mercanteggiano”.

“Reputiamo che questo non sia un atteggiamento corretto soprattutto da un primo cittadino che ha avuto tantissimo dalla città, è il primo cittadino che ha governato più a lungo a San Benedetto. Questa cosa non si va giù. Abbiamo deciso di annunciare una sottoscrizione per raggiungere la cifra necessaria a pagare il lavoro” e inoltre “si denuncerà nei luoghi preposti l’arbitrarietà dei contributi che non si sa con quale criterio vengono assegnate. Anche come attività economiche non si sa perché dobbiamo finanziare avvenimenti che a volte non si sa che ritorno hanno per la città”.

Rincara la dose Remo Croci: “Oltre le ultime due amministrazioni comunali, siamo sempre a ribadire che molte iniziative sono sempre a carico dei privati, mentre erano proprie dell’amministrazione comunali. Ad esempio andava istituito un piccolo ufficio preposto alla memoria storica di tutto ciò che è il comparto della pesca, per prendere coscienza in maniera istituzionale il valore dell’antica San Benedetto. Non si può demandare tutto al singolo o al gruppo. Noi non siamo i nostalgici. Se una persona o un gruppo di persone fanno qualcosa non possono poi mercanteggiare. Poi quando vanno fuori parlano della nostra città con vanto, invece quando c’è da investire si tirano indietro. Questa offerta del 20% offende una intera marineria. Io credo che la città risponderà come sempre a questo invito della raccolta dei fondi, ma questa è una sconfitta delle istituzioni che non ci sono”.

“Il fatto di ricordare il Pinguino o il Rodi, è stato sempre sollecitato dalla base, dalle associazioni e dai privati, e poi se ne sono appropriati. Non ci si liquida con il manifesto e la grafica, occorre dare seguito a quanto si dice pubblicamente. C’è questo modo provinciale di mettere lapidi e contro lapidi sulla banchina, ci deve essere un raccordo tra tutto”.

Adalberto Palestini, figlio di Alberto Palestini, che ha perso la vita sul Pinguino: “In rappresentanza dei parenti delle vittime ringrazio l’associazione dei Pescatori e tutti coloro che si sono spesi per mantenere vivo questo ricordo, innanzitutto Remo Croci autore del libro che tutti noi abbiamo apprezzato per la passione della sua ricerca e anche Nazzareno Torquati, sempre attivo nel portare avanti un discorso legato alla marineria sambenedettese e tutti i familiari delle vittime di queste tragedie. L’amministrazione comunale non è mai stata presente in maniera concreta e attiva e in questa occasione si è dimostrata latitante”.

 

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