SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La Regione Marche dica no all’intesa, richiesta dal Ministero dello Sviluppo Economico, per la concessione riguardante l’impianto industriale di stoccaggio di gas naturale nel sottosuolo di San Benedetto del Tronto.” Questo l’impegno chiesto alla Giunta regionale dai Consiglieri regionali Peppe Giorgini, 5 Stelle e Fabio Urbinati, Pd, con una Mozione presentata in Consiglio regionale.
“Questo atto – ha detto Giorgini, primo firmatario della mozione – è molto importante non solo per la città di San Benedetto, per il comprensorio del Piceno e della Val Vibrata, ma anche per tutta la regione anch’essa interessata da questo enorme problema. Sono cinque anni che lotto per il bene dell’ambiente della mia città e finalmente uno dei miei obiettivi primari, quello di bloccare uno scempio ambientale, è stato raggiunto.
Certamente c’è  ancora da fare ma un passo importante del percorso è stato avviato anche grazie all’impegno della Commissione Ambiente del Consiglio regionale.”
“E’ il compimento di un percorso intrapreso da migliaia di cittadini e dall’Amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto. – Afferma Urbinati – Un atto formale, che rappresenterà il primo e vero impegno della Regione Marche per evitare la realizzazione dell’impianto di stoccaggio. Frutto di un lavoro congiunto, di Consiglieri regionali, che supera le differenti provenienze politiche per raggiungere lo scopo comune: il bene dell’ambiente delle Marche e del territorio sanbenedettese. Ringrazio il Presidente della Commissione Ambiente, Andrea Biancani, per l’attento lavoro di mediazione svolto con tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale.”
Nella Mozione si prende atto che, anche se la Giunta Ceriscioli ha espresso e in maniera esplicita, la volontà di negare l’intesa richiesta alla Regione, con questo atto si intende rafforzare quanto espresso dal governo regionale impegnando la Giunta a deliberare ufficialmente il diniego come già avvenuto per il progetto di stoccaggio di Sant’Elpidio a Mare dall’amministrazione regionale nella scorsa legislatura.
Va considerato inoltre che esiste un precedente della Regione Emilia Romagna in cui la Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche ha tenuto nel debito conto sia della delibera di diniego approvata dalla Giunta regionale che della dotazione di un Piano energetico regionale che punta alla diversificazione delle fonti energetiche, per ridurre l’utilizzo di fonti fossili, nonché le numerose espressioni di contrarietà espresse dalle comunità locali.
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