GROTTAMMARE – In merito al servizio “Furbetti del cartellino”, andato in onda sulla trasmissione de La7 “Piazza Pulita” giovedì 14 gennaio, qui abbiamo dato informazione del contenuto del servizio e della replica del Comune di Grottammare.

Anche se in attesa di verifiche, appare plausibile dalle parole del sindaco di Grottammare che i “furbetti del cartellino” in realtà sono dipendenti comunali che hanno timbrato la loro presenza nella sede e poi si sono recati nelle sedi di lavoro distaccate (magari si potrebbe chiarire perché devono timbrare in un luogo dove non lavorano, se per questioni tecniche o tecnologiche o burocratiche, ma è un dettaglio rispetto al focus dell’inchiesta).

Corrado Formigli, conduttore del programma, dovrebbe a quel punto rettificare l’informazione fornita con pari spazio rispetto a quanto mostrato giovedì. Crediamo servirebbe qualcosa in più: ad esempio la presenza in studio del sindaco di Grottammare Enrico Piergallini. Forse la presenza di un sindaco della piccola provincia marchigiana in trasmissione consentirebbe di avere un quadro migliore delle dinamiche in corso.

Perché la caccia furibonda della stampa italiana una volta ai “furbetti del cartellino“, un’altra al fruttivendolo che non fa lo scontrino, un’altra al politico che ha rubato un pollo, è ovviamente cosa giusta e corretta a patto che non sfoci in una fissazione fanatica, come stiamo assistendo in questi anni tremendi.

E’ facile trovare centinaia e migliaia di spunti di mala gestione, pubblica ma anche privata, in Italia ma anche in Europa e nel resto del mondo, e questo va ovviamente comunicato dalla stampa. Ma se il lavoro giornalistico si riduce ad una continua caccia al ladruncolo per colpire alla pancia il pubblico, allora diventa esclusivamente una professione meccanica. Il giornalista diventa un pugile che non deve essere agile sulle gambe né ragionare sui movimenti e sui punti deboli dell’avversario: deve soltanto menare sempre più forte, sempre lo stesso punto.

I “furbetti”, i “fannulloni”, la “piccola evasione di bottega”, sono l’acne che colpisce questa nostra Italia. Un difetto immediatamente visibile quanto relativamente influente sulla salute. Il corpo, invece, è affetto da una pesante forma tumorale che necessita, invece di sguardi disgustati, un approfondito studio delle cause pregresse e un altrettanto notevole sforzo per curare la malattia.

Per questo il giornalista non può essere un pugile che le suona e alla fine resta suonato. Deve unire alla forza anche quella parte di riflessione intellettuale necessaria specialmente in programmi di rilevanza nazionale come quello di Formigli.

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