SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Coloro che perderanno le primarie abbiano il coraggio di rinunciare a candidarsi col Pd”. E’ la richiesta che Margherita Sorge fa a Paolo Perazzoli, Antimo Di Francesco e Tonino Capriotti: “Così facendo si sposa la tesi che vede il progetto come più importante e predominante rispetto ai candidati. Ritengo che la politica sia un servizio, una missione che chi si appassiona alla cosa pubblica deve perseguire in maniera onesta e disinteressata. Alla base di tutto vi deve essere una proposta, una idea condivisa su un progetto per la San Benedetto del domani che deve necessariamente essere più importante delle singole personalità e delle loro legittime aspirazioni. Sono convinta che assisteremo ad una competizione leale, basata sui contenuti e ispirata dal documento programmatico che il Partito Democratico a breve licenzierà grazie anche al contributo dei nostri fondamentali alleati”. La Sorge parla di scelta importante: “Personalmente mi impegno fin da ora in tal senso, confidando in una condivisione più ampia possibile di tale proposta”.

Chi ha già accolto l’invito della Sorge è Paolo Perazzoli, che la decisione di non candidarsi alle elezioni in caso di tonfo alle primarie l’aveva presa a priori. Stizzita invece la reazione di Tonino Capriotti: “Penso non sia un problema suo e non è nemmeno all’ordine del giorno. Non capisco perché si preoccupa di queste cose, mi pare una questione fuori posto. Certi ragionamenti appartengono a logiche vecchie. E’ importante rispettare le regole e noi le rispetteremo fino in fondo”.

C’è però un altro aspetto che la Sorge non sottolinea: una norma dello statuto del Pd impedisce la ricandidatura ai politici che hanno alle spalle due mandati consecutivi da consiglieri comunali. Il nome dell’assessore rientra nell’elenco, assieme a quelli di Giulietta Capriotti, Gianluca Pasqualini, Claudio Benigni e Silvano Evangelisti, che comunque potrebbero rientrare in gioco mediante l’ingresso in qualche lista civica in supporto del centrosinistra.

Intanto, prosegue il dibattito il merito alla formazione della coalizione con una dura nota firmata da Sel, Verdi, Socialisti ed ex Idv: “Il percorso delle primarie è stato affrontato in forma assolutamente autoreferenziale, senza alcun coinvolgimento delle altre forze politiche della coalizione, escluse da qualsiasi discussione attorno alla indispensabilità delle primarie stesse, alle regole di svolgimento, ai requisiti di partecipazione dei candidati, tramutandole in una questione tutta interna al Partito Democratico, finalizzata più a risolvere i conflitti tra le varie correnti del partito, che a scegliere il candidato sindaco migliore. Eguale silenzio si è registrato attorno ad alcune questioni che hanno diviso la maggioranza, i Poru in particolare, rispetto alle quali la dirigenza del Pd ha respinto ogni richiesta di confronto e approfondimento prevenutogli dalle altre forze della coalizione. Ne deriva che l’alleanza di centrosinistra, nei suoi attuali confini, per le prossime elezioni comunali non può dirsi affatto scontata”.

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