SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La Polonia è un paese emergente in Europa e dobbiamo puntare ad aprire un canale turistico anche in quella direzione”: Gaetano Panicis, presidente dell’Assoalbergatori San Benedetto, replica a quanti hanno criticato il contributo del Comune di San Benedetto a favore dell’associazione da lui rappresentata.

“Innanzitutto va precisato che si tratta di poco più di 16 mila euro ai quali aggiungere l’Iva – spiega De Panicis – Una somma minima per un tentativo di aggancio ad un settore turistico di un paese importante. Ma va spiegato come e perché si è giunti a questa decisione”.

Il contributo arriva a seguito di uno studio di mercato commissionato dall’Enit (Ente Nazionale Turismo), che ha individuato proprio nella Polonia uno tra i principali mercati emergenti a livello europeo, grazie ad una crescita economica notevole: “Si stima che sempre più polacchi, negli anni a venire, potranno permettersi una vacanza all’estero – continua De Panicis – L’Enit ha quindi commissionato alla Comitel la realizzazione di pacchetti di promozione turistica attraverso i Comuni italiani. Il Comune di San Benedetto ci ha contattato, come associazione, per chiederci se eravamo interessati a gestire il pacchetto già definito dalla Comitel: se avessimo rifiutato la promozione da noi gestita sarebbe svanita”.

“Non siamo oracoli e non siamo in grado di sapere se riusciremo e come a creare un flusso di turisti verso San Benedetto e la Riviera delle Palme – aggiunge il Presidente dell’Assolbergatori – Tuttavia dobbiamo provarci e questa è un’occasione propizia. Ad esempio investimenti di alcune migliaia di euro realizzati privatamente da albergatori sambenedettesi sui siti internet tedeschi hanno portato a poco o nullo ritorno, e il motivo è chiaro: una campagna di livello da realizzare in Germania o Austria richiede investimenti di centinaia di migliaia di euro, poiché il mercato è saturo di offerte e oltretutto si tratta di nazioni dove la tradizione del viaggio all’estero è antica, quindi è più difficile acquisire quote predominanti nel mercato tedesco o austriaco”.

“Diversa la situazione della Polonia, dove un intervento mirato potrebbe consentire di avviare un canale conoscitivo con risvolti notevoli nel tempo. Si pensi che a Budapest si trovano ancora i depliant su San Benedetto lasciati lì dall’associazione a fine anni ’80 e inizio anni ’90” fa notare il titolare dell’hotel Riviera. “Se qualcuno si stupisce della cifra, tenendo presente che parliamo di una nazione non distante quanto lo è ad esempio la Russia, ricordiamo che eventi con 200 invitati, giornalisti, televisioni, camere di commercio, proiezione di video, depliant e traduttori hanno un costo non si può pensare di realizzare qualcosa di meglio con cifre più basse”.

“Per noi questa è una scommessa e voglio far notare a tutti che la cifra impegnata dal Comune rappresenta in realtà un piccolo “storno” rispetto ai 500 mila euro che versiamo come tassa di soggiorno, stiamo parlando del 4% di quanto da noi versato”.

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