SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con il 2015 che si appresta a salutarci, come ampiamente di moda in questi giorni, è tempo di voti e valutazioni relative all’anno che stiamo per lasciarci alle spalle. Abbiamo così deciso di redigere le pagelle della prima parte di stagione, una serie di voti che tengono conto di tutto il campionato fino a qui disputato, che si è aperto con mister Beoni e chiuso col ritorno di Ottavio Palladini sulla sua panchina, un prode condottiero che con l’aiuto di soldati degni come Barone, Titone, Sabatino e tanti altri è riuscito a battere record importanti e, ciò che più conta, a chiudere un 2015 con i rossoblu davanti a tutti.

FABIO PEGORIN 6,5. Inizia subito titolare a Fermo poi alla seconda di campionato rimedia un rosso per l’atterramento di Alessio Di Massimo nella sfida interna e senza pubblico con l’Avezzano e da lì mister Beoni gli preferisce Pierpaolo Cosimi per qualche partita. L’addio del tecnico e i contemporanei guai fisici dello stesso Cosimi gli regalano di nuovo le chiavi della porta rossoblu che il piemontese è bravo a non farsi più sfuggire grazie anche ad alcune prestazioni super come in occasione della gara di Isernia.

PIERPAOLO COSIMI 6. Per sei partite diventa il titolare della porta sambenedettese e non fa neanche male fino alla tragica sfida interna contro il Matelica quando ne incassa 4 su altrettanti tiri e paga anche lui la rivoluzione tecnica che porta agli addii di Loris Beoni e del Ds Fabrizio Alunni. Questo, unito ad alcuni problemi al ginocchio, lo tiene lontano dai campi per un bel po’.

LEONARDO CASAVECCHIA 6,5. Sette presenze per lui in questa prima parte di campionato, quasi tutti scampoli di partita nei quali sia Beoni che Palladini lo mettono dentro quando la coperta difensiva si fa corta. Si disimpegna bene alla 15a giornata quando, chiamato a sostituire Salvatori, totem difensivo squalificato per l’occasione, non lo fa rimpiangere e aiuta la squadra a imporsi per 5 a 2 sull’Agnonese.

DAVIDE SALVATORI 7. Prima parte di stagione difficile quando, in coppia con Lomasto, è parte di un pacchetto difensivo che soffre un certo squilibrio tattico e anche lui è ingiustamente incolpato per i tanti gol incassati dalla squadra ma, nonostante le difficoltà, in questa prima fase riesce comunque ad essere un fattore positivo segnando 3 gol. Con l’avvento di Palladini la fase difensiva migliora e anche su Salvatori torna a splendere la luce, d’altronde che fosse un giocatore di spessore si sapeva dal momento in cui ha scelto la Samb dopo dieci anni ininterrotti di serie C.

DIEGO CONSON 7,5. Come Salvatori veniva da due anni di C giocati  per di più da titolare prima a Viareggio e poi con la Lupa Roma. Nonostante questo sposa in estate il progetto rossoblu e, anche se Beoni nelle prime gare gli preferisce spesso Lomasto, alla fine la personalità e il vigore del ragazzo escono fuori consacrandolo come uno dei migliori difensori apprezzati nel girone quest’anno anche grazie a doti fisiche fuori dal comune che ne incarnano il prototipo del classico stopper roccioso.

FRANCESCO FLAVIONI 6,5. 18 anni e non sentirli. Il giovanissimo terzino classe 1997 made in Terni è sicuramente una delle sorprese più piacevoli di una stagione in cui colleziona 11 gettoni tutti corrispondenti ad altrettante gare giocate a buoni livelli e con una personalità che a volte si stenta a scorgere anche in difensori con dieci anni in più d’eperienza alle spalle. Piccolo veterano.

ALESSANDRO MONTESI 6,5. Con 17 apparizioni in campo è praticamente il difensore più presente in questo girone d’andata e uno dei giocatori con più minutaggio in senso assoluto assieme a Sabatino e Titone. Nonostante sia un mancino soltanto adattato a destra riesce, nonostante i 19 anni di età, a giocare partite sicure e senza sbavature. L’unica pecca il poco coraggio a proporsi là davanti dove si trova gloria anche se nelle ultime partite c’è da registrare in lui una maggiore verve offensiva. In crescita.

PAOLO LOMASTO 5. Fedelissimo di Beoni (30 presenze la stagione precedente a Rieti col mister toscano) è preferito per le prime 4 o 5 gare, in cui non entusiasma, a Diego Conson nonostante abbia calcato sempre campi meno “nobili” rispetto al concittadino (entrambi di Napoli ed entrambi classe 1990). Via Beoni, che per la verità lo aveva “dimenticato” in panchina in un paio di occasioni anche prima dell’esonero, e il campo non lo vede più. Ceduto al Città di Castello, gli auguriamo migliori fortune in Umbria.

ALESSIO TAGLIAFERRI 5,5. Terzino romano classe ’97 come Flavioni è stato, con 7 presenze, l’alternativa più solida ai titolari under sulle fasce che, tra gli esperimenti fallimentari di Pino e Mapelli, sembra aver trovato la coppia che fornisce più garanzie nel binomio Montesi-Flavioni sia con Beoni prima che con Palladini poi.

MARIO BARONE 7,5. Con 8 gol è il vice capocannoniere della squadra, risultato frutto di una magica punizione nel bellissimo pomeriggio di Fano e di 7 rigori in fila messi alle spalle dei portieri come un cecchino. Pesa un po’ l’unica pecca di stagione che sta nel rigore sbagliato nel finale con la Recanatese che è costato tre punti ma l’esperto centrocampista rimane uno dei migliori dei suoi in questo girone d’andata che, a parte i gol, di Barone ci ha regalato anche tanta personalità e qualità in cabina di regia. Genietto.

ALESSANDRO SABATINO 8,5. Come Batman è l’eroe sporco di questa squadra, colui che emerge dal fango per guidare i suoi in battaglia senza paura di mettere le mani, o i piedi in questo caso, nella melma. Con 5 gol e una serie di prestazioni che da Jesi sono semplicemente perfette per qualità, corsa e temperamento è diventato il leader silenzioso della Samb e a differenza del cavaliere mascherato è l’eroe di cui la piazza ha bisogno e anche quello che si merita.

MARCO PEZZOTTI 7,5. Un esempio in tutto e per tutto il capitano della Samb. Inizia da titolarissimo e uomo di fiducia di tecnico e proprietà che ripaga con prestazioni sempre generose e condite pure da qualche gol. Poi col ritorno di Ottavio Palladini viene riposto in panchina e “sacrificato” sull’altare di un 4-3-3 in cui per lui non c’è posto, almeno non dall’inizio. Ma nonostante la sofferenza il ragazzo non dice una parola e accetta le decisoni tecniche con la tranquillità del leader, una tranquillità che gli permette, nelle ultime gare, anche di subentrare tre volte e per tre volte andare a segno. Prezioso.

FILIPPO BALDININI 6. Torna a San Benedetto dopo 6 mesi d'”esilio” a Forlì richiamato dal “generale” Palladini che aveva avuto modo di vederlo all’opera nelle due stagioni in rossoblu, dove, tra Eccellenza e Serie D, aveva messo su 63 presenze e 17 gol. Parte bene all’esordio contro l’Agnonese per poi camminare un po’ nell’ombra nelle due gare successive. Conoscendolo tornerà sui suoi livelli migliori.

MARCO RAPARO 6. Al centro di una telenovela pre-natalizia con la Folgore che non voleva lasciarlo partire, vive qualche settimana di incertezza in cui punta i piedi e dice di volere solo la Samb. Alla fine viene accontentato e alla prima occasione buttato anche in campo a Chieti dove sostituisce molto bene lo squalificato Barone.

EMANUELE TROFO 6. Arriva in città a fine mercato svincolato dai neo-professionisti dell’Akragas e con la fama di “Gattuso del Salento”. E in effetti nelle prime uscite si vede tutto il suo temperamento e la sua grinta di lottatore della linea mediana. Con Palladini però, che sceglie l’under Sorrentino là davanti, per lui si chiudono le porte e giustamente il ragazzo sceglie la cessione per andare a giocare con continuità.

MARIO TITONE 8,5. Una bella storia quella di Titone: arrivato a San Benedetto nella triste stagione 2007-2008, aveva lasciato di sè il ricordo di un ragazzino di 20 anni talentuoso certamente ma ancora immaturo. Sette anni dopo torna invece in Riviera un uomo che come nelle migliori favole trova la sua redenzione trasformandosi nel trascinatore e, con 10 gol, anche “pichichi” della squadra. Dopo anni di gavetta sembra arrivato l’anno della definitiva esplosione per un calciatore dalla faccia pulita e il cuore generoso che è già nella storia rossoblu.

LUIGI PALUMBO 7. Potenzialmente potrebbe essere un pezzo da 90 perché ha i piedi e il dribbling di un calciatore di grande livello ma la sensazione è che al 24enne foggiano manchi ancora qualcosa per sancirne la definitiva esplosione. Nonostante sia ancora giovane è all’ottava partecipazione in un campionato di D in cui però non ha mai superato i 4 gol in campionato, un’anomalia per un ragazzo che a tratti in stagione ha mostrato un calcio tecnicamente di altissima scuola.

ANTONINO BONVISSUTO 5. Scendeva in serie D dopo anni in cui ha “galleggiato” tra la B e la C con i crismi e l’etichetta del bomber di razza, quasi un lusso per la categoria. Ma nella categoria non ci entra mai veramente e, nonostante i 4 gol, ha il grave demerito di essere sembrato sempre avulso e quasi un corpo estraneo alla squadra fino all’inevitabile cessione.

LORENZO SORRENTINO 7. 14 presenze e 5 gol dice la “carta” per lui, ma oltre ai numeri c’è ben altro: c’è un calciatore di 20 anni che fa cose sul campo da “predestinato”, preziosissimo nell’innesco delle ali rossoblu quanto generoso in ripiegamento all’inseguimento degli avversari. La sensazione è che fra qualche anno, quando avrà raggiunto una maggiore continuità e maturità anche realizzativa, si sentirà parlare di lui.

LORIS BEONI 5,5. Fedeli lo porta a San Benedetto in eredità da Rieti e le prime partite, nonostante i tanti gol incassati, danno ragione al presidente con il tecnico toscano che bene o male riesce a mantenersi nelle parti alte del tabellone. Poi il già precario equilibrio difensivo arriva alla prova del 9 delle due gare interne con Monticelli e Matelica in cui la squadra incassa appunto 9 gol. La proprietà inizia a sentire puzza di bruciato e allontana l’allenatore di cui non rimarrà un gran ricordo ma che si è disimpegnato bene nell’iniziale gestione di un gruppo poi rivelatosi di qualità straordinaria.

OTTAVIO PALLADINI 8,5. E’ lui più di Titone e Sabatino il non plus ultra della Samb targata Fedeli, prende una squadra prima in classifica che ha qualità ma che non riesce ad esprimersi a pieno e la trasforma in un’autentica schiacciassassi da 8 vittorie e 1 pareggio in 9 incontri ridando all’11 anche una inedita solidità difensiva. La sensazione è che, pur non essendo mai andato via di fatti, sia tornato in panchina un tecnico anche migliore e più maturo rispetto a quello che centrò la promozione, poi inutile purtroppo, nel 2013. Autentico condottiero.

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