SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Polemica natalizia sul punto nascita del Madonna del Soccorso, “candidato alla chiusura” a detta di Orgoglio Sambenedettese: “La Regione si nasconde dietro la classica foglia di fico di una norma nazionale del 2010 costituendo le macroaree per mettere le mamma tutte insieme, vicine e lontane, quindi investendo probabilmente in ambulanze e magari assistendo nascituri durante il tragitto Ascoli-Mare. Oggi la Pediatria di San Benedetto supera di poco i 700 parti ed è pertanto candidata alla scomparsa non appena l’avranno fatta arrivare sotto ai 500. Questa la dimostrazione che l’assegnazione delle specialistiche territoriali non vengono applicate secondo la normale e naturale declinazione ma secondo logiche di spartizione baronale e politica partitica. In mezzo vengono schiacciati i cittadini”.

Della stessa opinione il consigliere regionale di Forza Italia Piero Celani: “Dopo Osimo, Fabriano e San Severino Marche le scure dei tagli potrebbero colpire già dal prossimo anni gli ospedali di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto. Certo, siccome la sanità Picena fino ad oggi ha avuto tanto, forse troppo, è giunto il momento di tagliare. Assurdo, veramente assurdo!”.

Prosegue: “Razionalizzazione, rimodulazione, riduzione dei costi sono ormai le parole d’ordine della Giunta Ceriscioli, in ossequio al nuovo verbo renziano e in barba alle esigenze dei territori ed alla qualità dei servizi. Ma non aveva detto Ceriscioli in campagna elettorale che avrebbe ascoltato i cittadini, che ogni decisione e soprattutto quelle che riguardano la salute e la sicurezza dei marchigiani sarebbero state condivise? E dove è andata a finire la campagna d’ascolto, effettuata in pompa magna su tutti i territori dal duo Ceriscioli-Casini?”.

Sul fronte Pd è Fabio Urbinati a rassicurare che “nel 2016 nessun punto nascita del Piceno sarà chiuso”. Tuttavia, il vicepresidente del gruppo in Consiglio Regionale tira le orecchie alla sanità picena parlando della necessità di una visione di lungo periodo: “Se si parla di ospedale unico per il Piceno, ma nel contempo non si trovano percorsi per decidere come finanziarlo e come progettarlo, si continuerà a parlarne all’infinito senza arrivare ad alcun risultato concreto. La consapevolezza che l’ospedale unico sia ormai una necessità si sta radicando sempre più nell’opinione pubblica. Quello che non dobbiamo fare è fermarci davanti alle prime difficoltà, perché non faremmo il nostro dovere”.

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