SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La fine o l’inizio di tutto. Fratelli d’Italia annulla tutte le cariche del coordinamento sambenedettese “per dar modo al gruppo locale di riflettere al suo interno e poter decidere serenamente e in tempi brevi sulla candidatura più adeguata da presentare”.

Il comunicato firmato da Ciccioli, Natali e Fioravanti viene ufficialmente inviato attorno alle 18 di venerdì, nonostante l’idea di commissariare il partito rivierasco risalisse all’inizio della settimana. Nel mezzo c’era stato un incontro tra lo stesso Ciccioli, l’ormai ex portavoce Barbara Sanavia e Giorgio De Vecchis, che i diretti interessati avevano definito “positivo e tranquillo”.

La verità evidentemente era un’altra, dato che nemmeno quarantotto ore dopo si è arrivati ad un resettaggio che scuote il centrodestra, scatenando reazioni contrastanti.

“Alle elezioni Comunali si partecipa per rappresentare i cittadini e candidarsi ad amministrare la città”, si legge nella nota di Fdi. “Questo significa proporre un candidato sindaco competente che possa disporre di un’alleanza capace di vincere e che possa sostituire la continuità della pessima amministrazione del Pd. Fughe in solitaria possono solo avvantaggiare il Pd e blindare il centrosinistra che invece ha grandi problemi interni ed esterni con un fortissimo calo di consenso”.

“BASTA ATTEGGIAMENTI DA MARCHESE DEL GRILLO” Proseguono i tre: “Se non c’è una candidatura unitaria e competitiva, a cui si sta faticosamente lavorando, la subordinata è di creare una coalizione di area che possa almeno garantire una rappresentanza aggressiva all’opposizione, che la passata amministrazione non ha mai avuto, facendo e disfacendo tutto a proprio piacimento. Anche in questo caso però tale coalizione deve avere una certa consistenza, perché l’isolamento non paga e un’opposizione solo urlata è comunque sterile. L’atteggiamento da Marchese del Grillo Io sono io… è infantile e politicamente immaturo. Fdi-An deve rappresentare un movimento con idee chiare, proposte convincenti e capacità di aggregazione, non essere autoreferente di se stesso”.

FIORAVANTI: “PARTITO NON SIA CIRCUITO CHIUSO” Ai nostri taccuini, Fioravanti ha fornito ulteriori indicazioni: “Un partito non si costruisce attorno al futuro di una persona, ma si poggia si un progetto e una visione della città. Se questo diventa un circuito chiuso, allora si crea una civica o un proprio movimento. Abbiamo fatto un passo indietro per farne due in avanti. Non si dica che c’è stato un intervento dall’alto, semmai c’è stata una volontà dal basso”.

DE VECCHIS INFORMATO DALLA STAMPA De Vecchis ha appreso della rivoluzione in atto attraverso l’articolo pubblicato da Riviera Oggi. In seguito si è recato al Consiglio Comunale aperto sul gas. Qui ha evitato di rilasciare dichiarazioni, assicurando che prima di Natale indirà una conferenza stampa per chiarire la sua posizione.

Fuori dai giochi per un quinquennio, De Vecchis si era riavvicinato alla politica in estate, rispondendo ad un invito giunto proprio da Fratelli d’Italia. Scenario che oggi amplifica l’amarezza per una defenestrazione avvenuta oltretutto per mano di un anconetano (Ciccioli) e due ascolani (Fioravanti e Natali). Non è escluso a questo punto che il presidente dell’assise nell’era Martinelli possa comunque correre in solitaria, accollandosi la schiera di ribelli che sposava (e sposa) il suo nome.

PIUNTI INDEBOLITO? Ma oltre ad una mera questione di (presunto) campanile, la rivoluzione in Fratelli d’Italia porta con sé una fondamentale mossa politica. La presenza di De Vecchis aveva infatti avuto il merito di compattare i berlusconiani attorno alla figura di Pasqualino Piunti. Al contrario, il passo in avanti dei ‘meloniani’ spinge Forza Italia a fare altrettanto. “Stasera il vero sconfitto non è Giorgio ma qualcun altro”, si mormorava in Sala Consiliare.

Piunti, dal canto suo, ostenta serenità. Come prevedibile, i suoi sostenitori danno una lettura diversa del ribaltone in Fratelli d’Italia, rimarcando come la candidatura del consigliere comunale azzurro sia l’unica ad essere rimasta in piedi.

SPUNTA IL NOME DI MANFREDI Un’alternativa concreta proposta attualmente non esiste. Il nome nuovo dell’ultim’ora è quello di Aldo Manfredi, giudice e presidente onorario della Sambenedettese una decina di anni fa, che però non ha finora dato il suo assenso perché nessuno (così pare) ancora glielo ha espressamente chiesto.

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