SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale che coinvolse l’Italia dal 1915 al 1918, martedì 15 dicembre alle ore 11.15 verrà inaugurata, presso il Liceo Scientifico “Benedetto Rosetti”, una stele commemorativa dello scultore Paolo Annibali. L’iniziativa sancisce la conclusione dell’anno celebrativo del centenario della Grande Guerra, durante il quale gli studenti hanno svolto un lavoro di ricerca per approfondire la conoscenza della realtà della nostra città in quegli anni e, nello specifico, per conoscere meglio la vicenda del giovane Benedetto Rosetti, insignito di medaglia d’argento al valor militare alla memoria, a cui è intitolato l’ Istituto e i cui parenti, che saranno presenti alla manifestazione, hanno fornito prezioso materiale documentario per una ricostruzione.

Il senso dell’opera e il messaggio di cui essa intende farsi portatrice è sintetizzato nelle parole dello stesso artista che generosamente ha aderito al progetto: “Le celebrazioni del centenario dell’inizio della prima guerra mondiale hanno permesso una riflessione sulla figura di Benedetto Rosetti, giovane sambenedettese perito nei primi scontri proprio di quell’anno il 1915.

Da accurate ricerche d’archivio è emersa l’unica foto conosciuta del giovane. Una foto in cui appare con alcuni commilitoni e dove il suo volto è minuscolo come un francobollo sfocato.

Su questo esiguo materiale visivo e storico abbiamo concordato di realizzare un’opera che lo ricordasse, visto che la nostra scuola è a lui dedicata.

Le vie dell’arte si nutrono di emozioni, ricordi…, e proprio queste sono le cose che mancano di Benedetto, che cosa pensava, quali erano i suoi sogni, chi era la ragazza di cui era innamorato. Tutto dimenticato, tutto quello che resta di lui è solo il nome.

L’arte è chiamata a rendere tangibile quello che non è più, riportare alla luce un “eroe” ormai senza volto. Ma è chiaro anche che non potevo realizzare una scultura celebrativa; “eroismo”, “suolo patrio”, sono termini che ci appaiono ormai desueti, lontani, anche se sono valori che hanno permesso, oggi, di essere quello che siamo.

E’ proprio dall’idea di “portare alla luce” che è nata quest’opera. Ho immaginato il volto di Benedetto come frutto di un ritrovamento archeologico, un reperto, una specie di maschera funeraria, una maschera teatrale.

Importante è anche l’istallazione, dove, grazie alla lastra di plexiglass, la scultura rimane sospesa, senza tempo, senza luogo”.

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