SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel pieno della bufera, Forza Italia e Fratelli d’Italia trovano un punto d’incontro: chiamare in causa i dirigenti nazionali. Dopo l’appello dell’azzurro Pierluigi Tassotti, anche il coordinamento comunale di Fdi chiede ufficialmente l’intervento di Giorgia Meloni per sbloccare una situazione che sta creando fratture all’interno dello stesso partito.

La sezione sambenedettese è in guerra con la segreteria provinciale e regionale, che vorrebbe dettare la linea e ridisegnare gli attuali assetti. Un’ingerenza poco gradita, per questioni di campanile e di principio, visto che proprio la Meloni ha condannato a più riprese la pratica del candidato calato dall’alto.

In Riviera Fratelli d’Italia non indietreggia sulla figura di Giorgio De Vecchis. A giugno, 36 componenti su 40 appoggiarono l’ex esponente di An, con gli altri quattro che ben presto abbandonarono il progetto e sposarono la candidatura di bandiera di Virginia Trento.

Mercoledì sera il gruppo guidato da Barbara Sanavia si è riunito per decidere le future mosse. Intanto, da Ancona fanno sapere di essere “sulla retta via” e qualcuno pensa che tale ottimismo sia strettamente legato a rivoluzioni imminenti nell’ambiente sambenedettese.

Alcuni indizi (smentibili, ci mancherebbe) li ha offerti la cena segreta di giovedì scorso, quando al tavolo c’erano Piunti, Assenti, Fioravanti, Cava e non De Vecchis. L’assenza di quest’ultimo non è stata mai motivata e pure il diretto interessato non avrebbe gradito l’esclusione dalle trattative.

La caduta del nome di De Vecchis sarebbe un primo passo per arrivare ad un’intesa con i berlusconiani. Il dietrofront faciliterebbe l’avvio delle mediazioni, che potrebbero portare ad un clamoroso ritiro di Piunti, ad oggi comunque improbabile.

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