SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Serve un intervento da Roma”. Ad invocare un aiuto dalla Capitale è Pierluigi Tassotti, preoccupato dalle tensioni che stanno animando i rapporti tra Forza Italia e gli alleati.

Se da qui a marzo non noterò unità di intenti, non mi ricandiderò. Non andrò a schiantarmi contro un muro consapevolmente, non ci metterò la faccia se il centrodestra non andrà unito”.

Il consigliere comunale azzurro ammette che “è difficile sbloccare la situazione”, ribadendo tuttavia che il candidato ideale per il berlusconiani è e rimarrà Pasqualino Piunti. “L’ultimo coordinamento comunale ha confermato che è lui il nostro leader. In presenza di problemi si è liberi di dissentire, ma sarebbe meglio lavare i panni sporchi in casa. Qualora uscisse fuori una figura più forte di Piunti, Pasqualino sarebbe il primo ad essere cosciente della situazione. Però non crediamo che questa figura sia De Vecchis, con tutto il rispetto”.

Sulle primarie, Tassotti conferma l’allergia di Forza Italia: “Sarebbero rischiose oltre che una perdita di tempo. Nel Pd hanno un senso, sono già più equilibrate”. Gli fa eco Bruno Gabrielli: “Sono uno strumento che non ci appartiene, ma in un modo o nell’altro dobbiamo trovare un modo per arrivare ad un candidato unico. Ritengo Piunti la persona più consona per le sue capacità amministrative e politiche. Abbiamo un’opportunità grande per riprenderci la città, non possiamo buttarla alle ortiche”.

La consapevolezza, a microfoni spenti, è di non arrivare nemmeno al ballottaggio in caso di fratture intestine. “Che ci siano persone che tentano di remare contro è sotto gli occhi di tutti – osserva il capogruppo di Fi – alcuni lo fanno in buonafede, altri in malafede. Se fossimo costretti ad ascoltare le indicazioni da Roma sarebbe una sconfitta per tutti noi, sarebbe la prova che siamo incapaci ad autogovernarci”.

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