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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si inizia con una parziale sorpresa: Baldinini, tornato a San Benedetto in settimana fortemente voluto da mister Palladini, viene subito schierato titolare. A farne le spese è capitan Pezzotti. La fascia va sul braccio di Sabatino, mentre Palladini riordina la formazione in base al prediletto 4-3-3, con Barone nel ruolo a lui gradito di play-maker, e Titone che torna sull’esterno sinistro.

Una Samb dunque più compatta e meno sperimentale rispetto al 4-2-4 delle ultime settimane, anche se in apertura di gara resta l’incognita dello schema offensivo, poiché Sorrentino non è un centravanti ma è costretto a ricoprire quel ruolo. Ricordiamo anche che Trofo sabato è stato ceduto, per cui ora diventa Perna l’alternativa a Sorrentino, in caso di sua sostituzione con un altro giocatore nato nel 1995.

La gara inizia a passo lento ma poi alla prima fiammata la Samb passa in vantaggio, e sembra che le scelte di Palladini siano tutte azzeccate, considerando gli uomini coinvolti nell’azione del gol: Palumbo giostra bene il pallone sulla trequarti e serve in profondità, rasoterra, Baldinini, il quale si era inserito perfettamente nel momento in cui Palumbo era retrocesso dalla sua posizione avanzato. La sovrapposizione è perfetta mentre sul traversone, deviato, il portiere Mancino non è lesto ad allontanare il pallone, infastidito da Sorrentino. E sulla palla vagante in area di rigore è ancora una volta Sabatino, giunto al quinto gol stagionale, a ribadire in rete. 

Passano pochi minuti e la Samb sfrutta di nuovo la fascia, stavolta a sinistra, per arrivare al gol. Titone, lanciato in profondità, arriva sulla linea di fondo e mette in mezzo, la palla sembra troppo lunga ma Sorrentino fa un passo indietro e stoppa di petto: a quel punto calciare in rete, sul secondo palo, è cosa semplice. Il risultato di 2-0 sembra mettere già al sicuro l’esito dell’incontro, ma i due gol sono soprattutto una conferma per le decisioni di Palladini. Baldinini è in grande spolvero e riceve applausi dal pubblico, le sovrapposizioni dei centrocampisti e anche difensori sono continue, i due esterni Palumbo e Titone pericolosissimi e Sorrentino cresce anche come realizzatore (sulle sue doti tecniche non si discute). Il fantasma del pareggio di Mariani di una settimana prima sembra lontano.

E’ Chiochia a fine primo tempo a riaprire la partita, con un gol di testa su calcio d’angolo. Una Samb che ha concesso effettivamente un po’ troppi spazi dietro: ben 4 calci d’angolo fino a questo momento (fine primo tempo) contro uno solo dei rossoblu. Peccato perché nonostante gli ospiti non abbiano mai rinunciato a giocare a viso aperto, la gara era saldamente in pugno ai rossoblu.

La ripresa in realtà, se si temeva un contraccolpo di tipo mentale, inizia con una Samb ancor più gagliarda che nel primo tempo, con buone occasioni per Sorrentino, Sabatino e Palumbo. Ma è poi Mario Titone, fino a quel momento al di sotto dei suoi elevatissimi livelli, a realizzare il 3-1, con una fiondata di sinistro, al volo, che strappa l’ovazione dei tremila del Riviera.

A questo punto possiamo dire che la gara è finita, anche se il finale riserva notevoli emozioni e gol che deliziano il pubblico di casa. L’Agnonese dell’ex allenatore Paolucci continua il secondo tempo come l’aveva iniziato, praticamente comprimaria e senza guizzi (ad eccezione del tiro vincente di Marolda), battendo contro il muro centrale della Samb e subendo le ripartenze di Palumbo e Titone. Samb che invece proprio con Titone e il subentrato Pezzotti sbanca il tabellino, portando a 5 le marcature odierne.

L’attenzione si sposta sulla gara di Chieti, sempre difficile storicamente (un anno fa fu la sconfitta che costò il posto a Mosconi), mentre a Matelica la sfida col Fano potrebbe decidere il nome della principale inseguitrice dei rossoblu.

Il finale è una sorta di estasi collettiva, con giocatori, tifosi e anche Palladini che sembrano un tutt’uno, un momento emozionante come non si ricordava da tempo.

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