Dal numero 1056 di Rivier Oggi, in edicola.

Poru, questi sconosciuti. In città non si parla d’altro, soprattutto a Porto d’Ascoli, dove i residenti hanno promosso anche una raccolta firme. Eppure il tema non viene minimamente affrontato dai quattro candidati Pd alle primarie.

Non una parola nelle presentazioni ufficiali, manco un riferimento di striscio. I piani di riqualificazione urbana vengono dimenticati, o forse più furbescamente messi in un angolo in attesa di raffreddamento.

La questione, si sa, è bollente. Il progetto di Via Mare, che prevede la realizzazione di un centro commerciale in zona, ha fatto infuriare i negozianti e chi lì ci abita, dal momento che ad essere stravolta potrebbe essere anche la viabilità. Al contempo, Socialisti e Sel hanno alzato le barricate, assicurando di non votare la delibera qualora approdasse in Consiglio senza modifiche.

Perazzoli, Capriotti, Di Francesco e Sorge saltano l’ostacolo censurandolo. La sensazione è che i Poru vengano visti come una patata bollente da mollare alla giunta Gaspari (di cui la Sorge fa comunque parte), con la speranza che l’iter si concluda ben prima delle elezioni di giugno. In questo modo si potrebbero scaricare eventuali responsabilità all’amministrazione uscente, auto-assolvendo la nuova a quel punto incapace di cambiare le carte in tavola.

Esprimersi adesso sarebbe un suicidio. Un “no” all’intervento in Via Mare smentirebbe in toto il percorso intrapreso dal Pd fino ad ora (una volta tanto compatto), mentre un parere favorevole genererebbe una forte dose di impopolarità in una zona storicamente strategica per la sinistra.

Quindi zitti tutti.

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