MARTINSICURO – Non c’è pace per la storica fonderia di Martinsicuro, da anni ormai al centro di problematiche di carattere ambientale e con il rischio chiusura sempre dietro l’angolo. Negli ultimi tempi, dopo l’approvazione del nuovo piano acustico da parte dell’amministrazione comunale di Martinsicuro e le autorizzazioni ambientali in dirittura d’arrivo, tutto sembrava finalmente poter tornare alla normalità. Questa mattina, si sarebbe dovuta tenere una conferenza di servizi a Teramo che avrebbe stabilito gli eventuali correttivi agli impianti produttivi da mettere in atto per poter così riprendere a pieno regime il ciclo produttivo. Ma la conferenza non si è tenuta, la procedura è stata bloccata da un presunto esposto e tutto è rimasto fermo al palo. Intanto le commesse saltano e i clienti iniziano a guardarsi attorno. Per circa 80 famiglie il futuro è sempre più incerto. Operai e sindacati, dopo un’assemblea, annunciano picchetti e manifestazioni per tenere alta l’attenzione su questa vicenda.

“Oltre alla questione del piano acustico – dice Giampiero Dozzi, segretario Fiom-CGIL Teramo c’è una questione che riguarda il rinnovo dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale). Abbiamo vissuto una fase in cui la Veco si vide sospendere la produzione a seguito di una diffida. Poi ci fu una ripresa di tre mesi, lasso di tempo in cui la ditta avrebbe dovuto apportare delle modifiche all’impianto produttivo. Poi un nuovo stop, che è ancora operativo, la ditta sta lavorando a volumi ridotti con i forni elettrici per evitare danni agli impianti.

A questo punto si è creato un dubbio: ossia se la ditta dovesse tornare ad una nuova valutazione di impatto ambientale oppure no. La commissione regionale ha decretato che non doveva essere valutata nuovamente e ci sarebbe stata una conferenza dei servizi, prevista per oggi, lunedì 30 novembre, da cui ricavare le condizioni per poter ripartire a pieno regime. La conferenza non si è tenuta perchè, sulla base di un esposto, un dirigente del dipartimento ambientale della Regione avrebbe dichiarato che la commissione Via (che rilascia le autorizzazioni in questo campo, ndr) avrebbe voluto rivalutare di nuovo l’impatto ambientale della Veco, non reputando più idonea a questo scopo il tavolo di Teramo.

Una situazione non chiara, noi vogliamo capire come stanno le cose, a noi sembra che ci sia una fuga dalle proprie responsabilità. Se questa ditta non può andare avanti, qualcuno lo dovrà dichiarare assumendosene le responsabilità, se invece la Veco deve lavorare la si deve mettere nelle condizioni di farlo. Se l’azienda ha commesso delle violazioni vogliamo sapere quali sono. Chiediamo pertanto chiarezza sull’intera vicenda. Non se ne può più.

“Bloccare la conferenza dei servizi, prevista per oggi – aggiunge Marco Boccanera, Fim-Cisl di Teramo – significa allungare di nuovo i tempi del ritorno al pieno regime lavorativo. Se la Veco dovrà rifare da zero la valutazione dell’impatto ambientale, vorrà dire almeno altri tre mesi di stop alla piena produzione con le gravissime conseguenze che vi lascio immaginare. Vogliamo capire chi è che sta ostacolando la fonderia e per quale motivo. Questi giochetti burocratici sembrano essere mirati a for morire l’azienda lentamente. Nell’assemblea odierna, gli operai hanno deciso di fare un picchetto mercoledi prossimo (2 dicembre), davanti alla prefettura di Teramo per sensibilizzare le istituzioni sulla vicenda. Ma non ci fermiamo qui: sabato 5 dicembre, dal piazzale della Veco, partirà una manifestazione fino a piazza Cavour con tutti gli operai e le loro famigle. Noi i riflettori su questa vicenda non li spegneremo mai”.

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