SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutto fermo fino a gennaio 2016. Per conoscere il regolamento delle primarie del Pd occorrerà attendere il parere definitivo della direzione nazionale, che si riunirà non prima dell’anno nuovo.

La tempistica è stata comunicata dal vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini e dalla responsabile degli enti locali Valentina Paris ai segretari regionali nel corso dell’incontro di giovedì a Roma.

Il vicesegretario Valerio Lucciarini ha proposto di anticipare le consultazioni del centrosinistra al 28 febbraio. L’idea verrà presa in considerazione, ma sempre in un’ottica di election-day. Quasi ufficiale invece la data delle elezioni amministrative, previste per il 12 giugno, con eventuali ballottaggi il 26.

La direzione nazionale si concentrerà su tre criteri: il regolamento, le alleanze e il profilo dei candidati. Per quel che riguarda l’ultima voce, non ci saranno impedimenti per coloro che hanno già ricoperto la carica di sindaco, tuttavia verrà ribadita la linea del rinnovamento.

Dal canto suo, il Pd marchigiano discuterà venerdì della formazione di una Commissione di Garanzia, l’organo terzo che avrà il futuro compito di vigilare e valutare il rispetto delle regole contenute nello Statuto e nel Codice etico del partito.

Intanto, a San Benedetto si sta lavorando per raffreddare la tensione tra i candidati. Il confronto tra Sorge, Perazzoli, Di Francesco e Capriotti ha offerto segnali positivi. I quattro, su richiesta della segreteria, firmeranno un patto di lealtà con l’obbligo per gli sconfitti di appoggiare il trionfatore delle primarie. Inoltre, non si dovranno porre veti sugli alleati, che a loro volta dovranno accettare il responso delle primarie.

 

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