SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A seguito di una  prolungata attività di indagine condotta dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona,  gli investigatori dell’Arma hanno individuato numerosi oggetti di chiara provenienza chiesastica in possesso di un ex antiquario di San Benedetto del Tronto. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno – Pm Lorenzo Maria Destro, ha così consentito di sequestrare 241 oggetti di natura ecclesiastica (dipinti, statue, tabernacoli, candelieri), 142 dei quali sottratti da varie chiese delle Marche. Si è svolta nella mattinata del 25 novembre una conferenza ad Ancona.

A tali accertamenti e riscontri hanno collaborato i funzionari della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio delle Marche di Ancona e gli uffici per i beni culturali  delle diocesi interessate  nonché  l’ufficio per i beni culturali  dalla Cei. I riscontri hanno così consentito di appurare che molti beni d’arte appartenevano a chiese situate nelle diocesi di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata. Alcuni dipinti del ’600 e ’700 raffiguranti immagini sacre, una pala d’altare, tabernacoli, paliotti, statue in cartapesta, oggetti liturgici, saranno così restituiti alle rispettive diocesi e ricollocati nei luoghi originari ove erano esposti. Uno dei dipinti sequestrati, raffigurante “La deposizione di Gesù”, della fine del ’600, è stato rubato da un’abitazione privata in provincia di Lecco nel 1995. All’individuazione si è arrivati confrontando le foto inserite nella Banca Dati del Comando Tutela Patrimonio Culturale di Roma, fornite a suo tempo dal derubato nel momento della denuncia di furto.

Nell’ambito medesime indagini, sviluppando alcune risultanze investigative, è stato recuperato  un busto in  terracotta, raffigurante “Il Redentore”, asportato  da una abitazione privata di Reggio Emilia nel 1989. I Carabinieri del Tpc hanno seguito le tracce di tale bene  che nel corso degli anni  è passato da varie proprietà: è stato dapprima trattato da un antiquario di Teramo, poi da due altri antiquari di Roma e successivamente è giunto in Inghilterra. Da qui è stato di nuovo trasportato in Italia dove è stato sequestrato all’ultimo detentore, un antiquario romano  che appena  avuto contezza dell’origine  illecita del bene lo ha messo a disposizione dei Carabinieri.  La scultura, una preziosa terracotta della fine del ’400 di “scuola toscana”, sarà presto restituita ai legittimi proprietari.

Purtroppo, nonostante le ricerche, non è stato possibile individuare l’originaria collocazione di alcuni dipinti in sequestro: verosimilmente però questi potrebbero provenire da edifici di culto o religiosi ed alienati indebitamente prima della relativa catalogazione.

Al momento sono state indagate otto persone, alle quali sono state attribuite responsabilità per vari reati che vanno dalla ricettazione all’illecita alienazione e al riciclaggio, poiché infatti uno dei dipinti è stato smembrato in quatto parti, tre delle quali recuperate.

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