SAN BENEDETTO DEL TRONTO- La Sambenedettese si ritrova sul campo nel pomeriggio di martedì dopo la felice trasferta di Jesi che è valsa un distacco clamoroso, e per certi versi inaspettato fino a qualche settimana fa, sulle due inseguitrici Fano e San Nicolò rendendo i contorni dello stesso sempre più simili a una vera fuga verso quello che è l’obiettivo di tutti in città da moltissimo tempo: il ritorno tra i professionisti.

Non c’è da stupirsi quindi, vista la bramosia per un obiettivo del genere troppe volte sfuggito dalle mani anche per cause extra-calcistiche negli ultimi anni, se in città in questo inizio di settimana si respira un clima quasi euforico. D’altronde la passione e l’attaccamento per il club è stato sempre, nel bene o nel male, il tratto distintivo della comunità.

Una comunità che Ottavio Palladini conosce troppo bene, essendone parte integrante fin dalla nascita, per regalare facili illusioni e quindi il mister, nonostante i risultati e la classifica lo consentirebbero, preferisce non perdersi in trionfalismi e predica solo il lavoro, che a detta sua “è la componente che mai dovrà mancare in questa stagione, indipendentemente dai punti di distacco che abbiamo o avremo e l’entusiasmo che si respira fra la gente e sulla stampa deve esserci utile solo per continuare a lavorare con serenità” precisa l’allenatore che si dice quindi concentrato solo sulla prossima partita “e solo dopo la prossima mi concentrerò su quella seguente perché a detta di addetti ai lavori e colleghi questo è uno dei gironi più duri dell’intera lega e le insidie possono nascondersi dietro ogni angolo” . E d’altronde se un obiettivo è così ambito perché rischiare di rovinarlo celebrando anzitempo?

Ovviamente sono queste le ragioni che si celano dietro la cautela verbale che contraddistingue sempre di più le dichiarazioni del mister ma al di là di tali logiche è innegabile il grande lavoro di miglioria apportato alla squadra da parte del tecnico che però tende a precisare, mostrando grande umiltà, come abbia “ereditato una squadra comunque prima in classifica al mio arrivo e quello che mi sono limitato a fare è stato lavorare sulla fase di non possesso e su pochi altri correttivi, questo sta a significare che sia la progettazione della rosa che la precedente gestione tecnica erano valide” conclude il mister che poi dà qualche informazione sulle condizioni di acciaccati e infortunati con Conson che dovrebbe recuperare in vista della gara casalinga contro la Recanatese ed essere disponibile insieme a Cosimi mentre Mario Barone, uscito anzitempo a Jesi per un fastidio al polpaccio, ha osservato oggi una giornata di riposo precauzionale.

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