MASSIGNANO – L’ente interviene duramente nei confronti del sindaco di Massignano, dichiarando che la propria inattività a favore dell’eventuale ricostruzione degli argini del torrente Menocchia sia dovuta alle false promesse del primo cittadino, il quale sostiene di aver stanziato 100mila euro per la sistemazione degli argini, ma che ad oggi nulla ancora si è visto.

Afferma il Comitato alluvionati della Val Menocchia: “Siamo preoccupati in vista dell’ultima allerta meteo e per lo stato precario in cui riversano gli argini del nostro torrente, specie se pensiamo ai recenti danni avvenuti nei territori della Sicilia, Calabria e Campania. La nostra è un’inflessibile richiesta d’intervento che rivolgiamo ai presidenti della regione e della provincia, soprattutto perché abbiamo costatato che i lavori di ripristino sono già stati effettuati in tutti gli altri fiumi interessati.”

“Questa prolungata reticenza – aggiungono i membri del comitato – e le false promesse da parte delle autorità, ci hanno indotto ad inviare una lettera alla procura della repubblica con la speranza che quest’ultima solleciti gli enti preposti ad adoperarsi per il riassetto idrogeologico; se questo non bastasse a perorare la nostra causa, allora non ci sarebbe altra soluzione che indire un referendum popolare apolitico.”

Il comitato rileva poi un altro problema connesso al dissesto degli argini, e cioè la presenza di tubi che scaricano direttamente nel torrente, dovuti a una interruzione della rete fognaria avvenuta tempo fa: “I sopralluoghi in passato eseguiti dagli enti preposti provano che ne siano perfettamente a conoscenza, ma evidentemente non danno importanza a qualcosa che sicuramente risulterà causa di inquinamento marittimo e pericoli per la salute e incolumità pubblica. A questo dobbiamo aggiungere che, nell’eventualità che il livello delle acque si innalzi, i tubi convoglierebbero acqua e fango, intasando di conseguenza il depuratore di Cupra Marittima”.

Il Comitato conclude sottolineando come di fronte a queste situazioni di pericolo, il cittadino altro non può fare che segnalare il problema.

 

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