SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è il centrosinistra, dall’Udc a Sel passando per Marco Calvaresi, non c’è il Pd di San Benedetto. Antimo Di Francesco incassa la fiducia degli alleati, ma allo stesso tempo la freddezza da parte del suo partito.

Nel giorno della presentazione della candidatura in vista delle primarie, rimangono a casa la segretaria Sabrina Gregori e i coordinatori dei circoli, fatta eccezione per Roberto Giobbi. In compenso non mancano Giovanni Gaspari e Luciano Agostini, gli assessori Luca Spadoni ed Eldo Fanini, il presidente della Provincia Paolo d’Erasmo, la vicepresidente della Regione Anna Casini e i consiglieri comunali Alessandro Zocchi, Silvano Evangelisti, Pierfrancesco Morganti, Roberto Bovara, Giulietta Capriotti, Domenico Pellei e Pino Laversa.

IN PLATEA C’E’ PALLADINI Nella sede dell’Assopescatori si presentano oltre 200 persone (quasi 300 secondo gli organizzatori). Tra questi balneari, esponenti della marineria e dello sport. A sorpresa spunta pure l’allenatore della Sambenedettese Ottavio Palladini, che Di Francesco omaggia a più riprese.

GASPARI: “ANTIMO TIMONIERE DOC” L’endorsement più pesante è ad ogni modo quello del sindaco, che parla chiaramente di “ideale passaggio di testimone”. Per Gaspari “se il centrosinistra andrà unito continuerà a governare, facendo vedere all’opposizione come si amministra”. Gli elogi si sprecano: “Antimo è un timoniere doc, ha dimostrato di avere equilibrio e capacità di mediazione. Nella politica c’è bisogno di grandi mediani ed essere segretario di federazione è un valore aggiunto”.

“OCCORRE FASE NUOVA” Seguono baci, abbracci e pacche sulle spalle. Fino all’intervento del protagonista, che segna tuttavia una linea di demarcazione con l’attuale gestione cittadina: “Occorre aprire una fase nuova, ridare forza ed autorevolezza. Bisogna fissare delle priorità e definire i tempi di realizzazione. La città deve tornare ad emozionarsi e ad essere orgogliosa di se stessa”.

“NON ABBIAMO SAPUTO DECIDERE” Le critiche a Gaspari (che nel frattempo se n’è andato) proseguono con l’elenco delle infrastrutture da realizzare con urgenza: Ballarin, lungomare nord, completamento dell’Albula e bretella collinare. “Abbiamo tre opzioni di scelta e dobbiamo individuare il progetto migliore. Il nostro limite è non aver saputo prendere una decisione”. Cenni poi al porto (“troppe le criticità”) e al commercio: “Va movimentata l’attività del centro, sono tante le saracinesche abbassate”.

“PIU’ SICUREZZA E CONTROLLI” Un’altra emergenza rilevata è legata alla movida: “E’ un problema sociale. Creerò un osservatorio di prevenzione, serve un lavoro serio. E’ importante istituire controlli per garantire sicurezza nelle zone più sensibili. Ci sono luoghi dove non si riesce a vivere, incrementerò le risorse per la videosorveglianza”. Stesso discorso per il decoro urbano: “San Benedetto non può essere più sfregiata, vanno sanzionati i responsabili. Non è più tollerabile questo oltraggio”. Le frecciate non finiscono qui. Di Francesco lamenta l’assenza di spazi per le associazioni sportive, assicura il ritorno di grandi manifestazioni estive e contesta la forte pressione fiscale su famiglie e negozianti.

Le sue parole d’ordine? Almeno quattro: trasparenza, ascolto, coerenza e concretezza: “Le decisioni importanti non passeranno sopra la testa dei cittadini. Metterò in piedi dei tavoli permanenti su argomenti fondamentali”.

“PRIMARIE SIANO LEALI” La chiusura è sulle primarie: “Un passaggio obbligatorio – dichiara il segretario – non mi sottraggo, sono in campo e lotto. Spero che partecipino tutti coloro che lo hanno chiesto, mi auguro che siano consultazioni leali, visto che dopo ci saranno le secondarie, molto più importanti. E in quell’occasione sarà obbligatorio essere compatti e coesi”.

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