SAN BENEDETTO DEL TRONTO- La Sambenedettese capolista e in “prova” di fuga si prepara ad una difficile trasferta, quella sul campo della Jesina. Memore della partita che si celebrò poco più di un anno fa proprio al “Pacifico Carotti” della cittadina anconetana, l’ambiente Samb si prepara a una trasferta durissima, pronto ad essere accolto da un pubblico ostile calcisticamente, un’ostilità che lo scorso anno si tradusse sul campo in un incredibile ostracismo perpetrato dalla compagine di casa che alla fine poi riuscì a spuntarla per 2 a 0 sugli uomini allora guidati da Andrea Mosconi.

Al di là dei fattori ambientali la gara si annuncia oltremodo complicata anche per il valore dei biancorossi guidati da Bugari che vengono da quattro vittorie consecutive e che in casa hanno un ruolino di marcia invidiabile con quattro vittorie e un pareggio in sei incontri disputati tra le mura amiche e soprattutto possono vantare, al pari del Castelfidardo, il minor numero di reti subite dinanzi ai propri sostenitori, appena tre, che ne fanno indubbiamente una delle squadre più temibili da affrontare in trasferta, anche nel caso in cui dovessimo tralasciare gli aspetti di rivalità.

E dell’ostilità che la Samb troverà a Jesi devono aver parlato anche a Fabio Pegorin, estremo difensore rossoblu che con l’avvento di Palladini sembra aver definitivamente scalzato Cosimi nelle gerarchie dei portieri anche grazie al suffragio di ottime prestazioni sfoderate soprattutto a Isernia e domenica scorsa contro la Folgore. Il portiere piemontese infatti, si dice informato “dell’ambiente caldo che ci aspetta a Jesi” e del fatto che il Carotti “è un campo piuttosto stretto che non rende certo facile la vita a un portiere con i palloni che presumo arriveranno da tutte le parti”.

Nonostante questo però il “lungo” chivassese si dice, insieme alla squadra, “pronto a dare tutto sperando di poter far valere il tasso tecnico superiore dei nostri uomini” e infine si lascia andare a qualche considerazione sugli sviluppi specifici della sua personale stagione che lo aveva visto partire titolare a Fermo ma dopo l’espulsione rimediata alla seconda di campionato si era visto preferire da Beoni il coetaneo Pierpaolo Cosimi. A proposito Pegorin dice “di non gradire, come tutti ovviamente, la panchina” ma che il segreto delle ultime ottime prestazioni sue e di squadra “sta tutto nel lavoro quotidiano e nella capacità di liberare la mente nei momenti più delicati”. E di momenti delicati a Jesi non ne mancheranno.

 

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