SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ancora una settimana per conoscere il regolamento delle primarie del centrosinistra. La riunione di coalizione prevista per lunedì è stata rinviata di qualche giorno, ma entro il 23 novembre lo statuto verrà approvato dalla direzione regionale del Pd, che successivamente lo invierà alle segreterie locali.

Confermata l’assenza del ballottaggio, che estenderebbe eccessivamente il periodo di conflitto tra candidati, oltre ad allontanare l’elettorato dalle urne. “Il secondo turno non è previsto da Statuto Nazionale, che parla di maggioranza relativa”, dice il vicesegretario regionale Valerio Lucciarini. “Chiedere per due volte di venire ai seggi a votare sarebbe azzardato”.

Si tenterà di anticipare il più possibile la data delle consultazioni, per evitare che le prevedibili polemiche interne possano influire sull’esito delle Comunali.

Antimo Di Francesco, segretario provinciale e al contempo candidato alle primarie, non presenzierà agli incontri. Al suo posto interverrà il vice Matteo Terrani. L’ex assessore alle Finanze gode del sostegno dell’onorevole Luciano Agostini, mentre in Riviera sono svariate le critiche e le obiezioni.

A non piacere è la sua discesa in campo, non comunicata e condivisa con il partito sambenedettese. A Di Francesco si imputa inoltre il distacco dalle vicende cittadine negli ultimi cinque anni. Senza contare che la presentazione del suo manifesto, previsto per il 21 novembre presso il ritrovo dei Pescatori (e non in una sede Pd) non è ancora passato al vaglio del direttivo.

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