SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo e pubblichiamo un comunicato, giunto in redazione, da parte del comitato “Città Grande”:

Il giorno venerdì  6 novembre è nato ufficialmente il comitato “Città Grande”.

Lo scopo del comitato è la diffusione tra i cittadini degli obiettivi inerenti la fusione dei comuni della “Riviera Picena” (San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima, Monteprandone, Monsampolo d.T., Ripatransone, Acquaviva P., Montefiore dell’Aso, Massignano, Cossignano) e di tutte le informazioni per la valutazione del progetto e del suo iter attuativo.

Il Comitato è formato da singoli cittadini, residenti nei comuni sopraccitati; ogni aderente rappresenta esclusivamente se stesso, anche nel caso in cui appartenga a forze politiche o associazioni professionali. Per dare efficacia al proprio lavoro, l’assemblea costitutiva del Comitato ha nominato un esecutivo composto da : Luigi Tomassini, Giampietro Gaetani (consulente), Ricci Riccardo, Carlo Clementoni, Massimo Romani, Giuliano Petrelli, Marco di Marco, Giancarlo Fratini, Angellotti Primo.

Il comitato si propone di stabilire rapporti di collaborazione con altre realtà associative a livello nazionale che condividano lo stesso obiettivo e si rapporterà con le amministrazioni dei comuni locali, con un ruolo di sostegno e stimolo per portare a compimento il progetto di fusione. Durante la riunione, prendendo spunto dagli iter di unificazione relativi ad altre realtà nazionali (fusione comuni del Canavese e progetto “Nuova Pescara”) sono stati sottolineati più volte gli innumerevoli vantaggi in termini di efficienza, qualità e costi, di cui potrebbe usufruire il nuovo comune, derivante dalla fusione dei dieci attualmente esistenti.

Con la fusione si avrà un comune unico con più di 99 mila abitanti, il secondo per popolazione della regione Marche; la maggiore dimensione permetterebbe la fruizione di economie di scala e la specializzare dei servizi e degli uffici, la possibilità di dialogare direttamente con la Regione nella prospettiva del superamento delle province ed una maggiore forza nei confronti delle aziende erogatrici di servizi. La fusione porterebbe inoltre a un’omogeneizzazione dei regolamenti e del piano regolatore, semplificazioni nella pubblica amministrazione, procedure uniche per tutte le pratiche e risorse aggiuntive per il nuovo Comune unificato, grazie ai contributi statali e regionali.

In una fase dove s’invoca un cambiamento, noi del comitato “Città Grande” riteniamo che, anche nella nostra realtà, i cittadini possano essere protagonisti attraverso le istituzioni rappresentative e direttamentedi un cambiamento concreto alla portata di tutti.

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