SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alle primarie del centrosinistra non ci sarà il ballottaggio. “Non è assolutamente previsto”, afferma il vicesegretario regionale Valerio Lucciarini, lasciando intendere che non sono previsti ripensamenti all’orizzonte.

Un turno unico, senz’appello. Chi si imporrà sarà automaticamente il candidato sindaco per le elezioni di primavera, anche nel caso di distacco minimo sul diretto concorrente. Situazione che aumenta i rischi e, al contempo, abbassa la quota di consenso. Difficilmente infatti il primo classificato sfonderà il 50%.

Gareggeranno in quattro: Margherita Sorge, Paolo Perazzoli, Antimo Di Francesco e Tonino Capriotti. Nessuno è intenzionato a ritirarsi, tutti sono convinti di potersela giocare.

“Da settembre ripetiamo che Capriotti sarà il nostro candidato e resterà tale”, garantisce il segretario del Circolo Nord Andrea Manfroni. “In politica gli scenari possono cambiare da un giorno all’altro, ma non capisco perché dovrebbe essere eventualmente Tonino a ritirarsi e non qualcun altro”.

I renziani avevano espresso gradimento per il nome di Di Francesco, penalizzato però dal ritardo della sua discesa in campo. Per questo motivo Capriotti non verrà sacrificato in extremis.

Il Comitato Adesso si riunirà giovedì sera per comporre il gruppo di lavoro. I rottamatori non considerano gli apparentamenti un sinonimo di trionfo assicurato. “Uno più uno non fa sempre due”, ripetono. Nel senso che non è detto che un pacchetto di voti si sposti in blocco da un esponente all’altro. Meglio allora un confronto alla luce del sole, consapevoli che, dei quattro, Capriotti è il candidato che ha meno da perdere. In altre parole, è l’unico che in caso performance negativa avrebbe chance di entrare nel team del vincitore.

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