SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dallo spostamento della clinica Villa Anna alla possibile apertura di un centro commerciale. Sul terreno di Viale dello Sport tanti progetti si sono alternati, così come le ipotesi, le chiacchiere e le immancabili polemiche.

I Poru hanno riaperto l’eterna discussione, non solo per quel che riguarda il piano relativo a Via Mare. Pure l’area del Luna Park è da anni sotto osservazione, tra idee ambiziose e improvvisi dietrofront.

Prima della casa di cura era stata la volta del Palaghiaccio, rimasto un’utopia. Per passare alla fine alla proposta avanzata dalla Edilcomar, che otterrebbe un cambio di destinazione della zona (attualmente adibita ad attrezzature sportive) sfruttando comunque una volumetria minore.

Il caso Villa Anna tenne banco per gran parte del 2008. Al comando dell’amministrazione sempre Giovanni Gaspari, con una maggioranza che all’epoca comprendeva Ds, Margherita, Rifondazione Comunista, Socialisti, Verdi e Italia dei Valori.

Il plesso ospedaliero avrebbe occupato 10 mila metri quadrati, rispetto ai 6 mila di cui gode in Via Toscana. L’investimento complessivo si aggirava attorno ai 25 milioni di euro, cifra riferita alle sole opere murarie ed impiantistiche. La struttura – per la quale il Comune non avrebbe versato un euro – sarebbe stata convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.

“E’ una questione complessa – ammetteva il sindaco Gaspari a Riviera Oggi – Viale dello Sport sarebbe una collocazione ideale per la vicinanza con lo snodo della superstrada. Di contro, la presenza dello stadio potrebbe essere un fattore negativo”. Scriveva inoltre il nostro Oliver Panichi: “Il Piano Regolatore vigente non prevede aree a destinazione sanitaria, quindi occorrerà attendere l’adozione del nuovo strumento urbanistico, prevista non prima del 2009”. Decisamente altri tempi.

Il centrosinistra di allora organizzò diversi incontri con gli stessi rappresentanti della clinica, che illustrarono il progetto. Dinanzi a svariate osservazioni, i proponenti ridisegnarono l’elaborato, ma quando si tenne il faccia a faccia decisivo – nell’estate 2008 – le parti si allontanarono definitivamente, portando i privati ad intraprendere la strada della ristrutturazione dell’immobile esistente.

Ai dubbi di Rifondazione Comunista, si aggiunsero le sopra citate perplessità del sindaco sulla vicinanza dell’ospedale al Riviera delle Palme (obiezione che non venne posta a proposito del distributore di benzina low cost), l’intenzione di istituire lì una fermata della metropolitana di superficie e la volontà della maggioranza di identificare la zona come futura ‘cittadella dello sport’. Ci si domanda a questo punto cosa ci sia di sportivo nella realizzazione di un megastore, in un perimetro su cui già insistono tra l’altro una scuola (l’Ipsia) ed il Comando dei Carabinieri.

A sette anni di distanza, i promotori dell’iniziativa rimarcano come l’opera avrebbe riqualificato l’area, con incremento dell’attività nei confronti dell’Abruzzo e nuovi posti di lavoro, in un periodo di poco antecedente l’avvio della recessione economica.

Dal Palaghiaccio alla clinica, fino all’edificio commerciale. Mutano i progetti, non la sostanza di un imbarazzante immobilismo.

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