SINDACI. Da quando l’elezione dei sindaci è diventata diretta (prima era il consiglio comunale ad eleggerli) la situazione è gradatamente peggiorata. Quella che sembrava una soluzione giusta, oggi non lo è più. Eppure fu ritenuta a ragione la rivoluzione del secolo, un primo cittadino eletto dal popolo. Nel tempo la nostra scarsa classe politica ha preso contromisure che hanno annullato il cambiamento che la nuova legge auspicava.

I primi sindaci eletti dal popolo, per raggiungere gli obiettivi prefissi (nei nostri territori e in tutta Italia), si circondavano di persone capaci in grado di agevolarne il compito, non di inutili yes-man. Con il tempo la situazione è degradata. Vedi ad esempio le ultime due amministrazioni sambenedettesi.

Assessori deboli o opportunisti, per paura di essere rimossi, hanno detto sempre sì, una Giunta senza… “spina dorsale” ha fatto il resto.

Il risvolto è diventato però la vera ‘spada di Damocle’ per Giovanni Gaspari che ha potuto e dovuto usare il suo solo cervello senza aiuto alcuno. Secondo me un collaboratore in grado di aiutarlo c’era ma non lo ha fatto per motivi che non conosco. Ha preferito assimilarsi.

Per esempio io, nel mio piccolo ruolo di direttore di giornale, scelgo sempre collaboratori ‘forti’ dai quali trarre consigli e in grado di agevolare il mio lavoro anche con il loro dissenso.

Nel Comune sambenedettese, invece, la famosa frase di Napoleone “i buoni comandanti si vedono dai collaboratori che scelgono”, è stata applicata al contrario, con il risultato di generare… cattivi comandanti. È giunta l’ora di tornare all’antico.

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