SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una “pausa di riflessione” lunga una settimana. I partiti del centrodestra si sono lasciati così, dopo l’ennesimo incontro da nulla di fatto, dove nessuno si è schiodato dalle proprie posizioni e convinzioni.

Da una parte Forza Italia e Ncd, dall’altra Fratelli d’Italia e Repubblicani. Assenti i leghisti, impegnati nell’organizzazione dell’atteso appuntamento bolognese dell’8 novembre.

Le posizioni sono distanti, come ammette il segretario alfaniano Carmine Chiodi: “Siamo di fronte a visioni diametralmente opposte. Ci sono state proposte nuovamente le primarie, ma noi riteniamo che non esistano i presupposti per delle consultazioni serie e corrette. Per noi sono un falso problema”.

La matassa sembra impossibile da sbrogliare. La sensazione generalizzata è che Pasqualino Piunti non compirà passi indietro. La sua discesa in campo appare già cosa fatta, al di là della coalizione che riuscirà a costruire attorno alla sua figura. Lo prova una nota apparsa sul portale del club Forza Silvio dove l’ex vicepresidente della Provincia viene già dipinto come “candidato sindaco alle prossime amministrative di San Benedetto”.

Eppure, in un comunicato di fuoco, Fratelli d’Italia è pronta al ribaltone “se Piunti non transiterà obbligatoriamente dalle primarie”. Se accadrà “si dovrà allargare nella misura massima un tavolo programmatico a tutti coloro che riterranno oltremodo negativa l’esperienza Gaspari, mettendo a disposizione anche la candidatura sindacale se necessario, per avvalorare una ipotesi di aggregazione intorno ad una candidatura di alto profilo condivisa da tutti. Qualora la richiesta non venisse raccolta – prosegue la portavoce Barbara Sanavia – nessuna ragione ci imporrebbe un’alleanza con Forza Italia, per cui potremmo massimizzare il risultato coalizzandoci con la Lega e le civiche”. Come avvenuto alle Regionali.

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