Dal numero 1051 di Riviera Oggi, in edicola.

Quando Fantozzi accompagnava in giro la figlia Mariangela non esitava a nasconderla sotto ad un lenzuolo o dietro ad una sciarpa. Lo stesso discorso valeva per la nipotina Uga, che Villaggio fingeva di non riconoscere durante i corsi di danza.

Un po’ come sta facendo il Pd di San Benedetto con Giovanni Gaspari, sindaco in scadenza e per questo non troppo gradito a chi ambisce ad un futuro ancora al comando del Municipio.

Se arriva Matteo Orfini in città, il primo cittadino non viene invitato o, ancora peggio, non compare nell’elenco dei relatori. E non va diversamente coi convegni, dove il parere della prima carica politica conta meno di quella dell’avventore del bar sotto casa.

Crudele il destino dei non ricandidabili. Dalle stelle alle stalle, da insostituibili ad indesiderati. I renziani, in tal senso, sono i più spregiudicati. D’altronde si ispirano a chi il giorno prima predicava al premier “Stai sereno” e ventiquattr’ore dopo sfilava l’ambita poltrona a Enrico Letta.

Prendete la vicenda del Giudice di Pace. Il Comune rivierasco ha snobbato il servizio, voltando le spalle ad Acquaviva, Monsapolo e Monteprandone. I rottamatori, che dell’amministrazione Gaspari sono pieni rappresentanti, hanno osato affermare l’impossibile: “Con la prossima amministrazione ci impegneremo a riportare il primo grado di giudizio in prossimità dei cittadini”.

Se cinque anni fa valeva la difesa d’ufficio, indirizzata alla conquista del secondo mandato, stavolta ci si aggrappa al “liberi tutti”, tra accuse trasversali, recriminazioni e riposizionamenti.

Chi non ha mai fiatato adesso sbraita, chi non ha alzato un dito ora muove l’intera mano. In un lustro gli argomenti scottanti non sono mancati: epurazione di Emili e Pezzuoli, rimozione di Curzi dalla giunta, pensiline fotovoltaiche, caso stadio, distributore di benzina, bocciature del Tar, condanne della Corte dei Conti.

Il sindaco non ha mai sbandato, perennemente sostenuto a qualunque condizione. Bisognava resistere, evitare cadute che avrebbero tranciato carriere e ambizioni politiche. Ma adesso no. Gaspari si deve occultare. Come una Mariangela qualsiasi.

E’ la politica baby, che non conosce coerenza

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