SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sembra davvero di rivedere la squadra che tre anni fa vinse il campionato. Blocco a centrocampo per impedire le incursioni al centro della difesa, gioco sulle fasce e tanto cuore. La difesa non prende più gol anche se davanti le occasioni non fioccano più come qualche domenica fa

Si inizia con un omaggio degli sportivi di casa al nuovo allenatore Palladini, e in curva uno striscione inneggia a “riprenderci quello che ci è stato tolto tre anni fa, chiaro riferimento alla mancata iscrizione dopo la vittoria del campionato. E Palladini modifica l’assetto dei terzini, inserendo il nuovo arrivato Pino e richiamando Flavioni sull’out sinistro, proprio i due ruoli fino ad ora più in sofferenza specialmente nelle gare casalinghe.

Il gol in apertura arriva dall’uomo comunque più discusso in questa fase di avvio, il centravanti Bonvissuto, elogiato da Palladini ma richiamato anche per la brutta prestazione di Isernia. La fiducia dell’allenatore e la necessità di riscattarsi consentono all’attaccante siciliano di mostrarsi in maniera volitiva fin dai primi minuti, e il gol arriva di conseguenza.

Il 4-3-3 di Palladini prevede Barone nel ruolo di mediano centrale, con Sabatino e Trofo basi dell’ipotetico triangolo di centrocampo, con Trofo a destra e Sabatino a sinistra. La formazione così impostata ricorda molto quelle a cui ci ha abituato Palladini: poche concessioni allo spettacolo, formazione compatta a far blocco a centrocampo e poi ripartire sugli esterni. Insomma: cerchiamo di limitare i danni dietro, che davanti male lo facciamo. Da Pazzi-Napolano-Shiba a Bonvissuto-Titone-Palumbo.

Certamente l’avversario odierno non valeva il Matelica e neanche il Monticelli, e nonostante questo alcune dinamiche difensive hanno mostrato ancora sofferenza. E quattro gol segnati e zero subiti segnalano una vigorosa inversione rispetto alla Samb di Beoni. Semmai il rischio è di una secca offensiva, considerando che dei quattro gol solo uno è arrivato su azione e tra l’altro la rete di Bonvissuto non è stata una situazione da rete nettissima. La gara odierna non fa del tutto testo considerato il valore dell’avversario ma anche la nettezza del risultato acquisito già nei primi minuti, ma è vero che Bonvissuto, dopo il gol e un buon inizio di gara, non è sembrato ancora integrato con il gioco di Titone, Palumbo e Sorrentino. Per paradosso, la Samb ha ripreso a giocare con l’ingresso di Sorrentino, che però fino ad ora ha segnato un solo gol, all’esordio di campionato, a Fermo.

E difatti proprio da Titone, che si alterna con Palumbo sulle due fasce, arriva lo scossone del 2-0. Una sua percussione da folletto vale l’evidente sgambetto in area, e sul dischetto l’implacabile Barone trasforma.

La seconda marcatura congela di fatti la gara e soprattutto la buona volontà dei giuliesi, che iniziano a pensare a come evitare la goleada rossoblu piuttosto che ad una impossibile rimonta. Anche sugli spalti si nota il rilassamento generale, con tifo e applausi più da amichevole che da gara di campionato.

La ripresa infatti si apre come si era concluso il primo tempo: Samb in attesa e pronta a ripartire, giuliesi volenterosi e, nonostante i cambi, incapaci di far male. Anzi Barone sfiora il gol alla Maradona (o alla Florenzi…) con un tiro da centrocampo.

La settimana prossima altro incontro agevole sulla carta, contro l’Amiternina, squadra dei bassifondi della classifica. Ma certe partite sono facili solo sulla carta, bisogna sempre vincerle sul campo. Non si può sbagliare perché la rotonda vittoria del San Nicolò sul Fano (5-1) è un segnale della forza degli abruzzesi, distanti solo un punto dalla Samb. Altrettanto pericoloso appare il Matelica, vincente a Chieti e terzo in classifica a tre punti dai rossoblu. Nella giornata odierna insomma seconda e terza hanno “temporaneamente” eliminato dal gioco di vertice Fano e Chieti. Occorre fare di più, caro Ottavio e caro presidente Fedeli.

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