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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alzi la mano chi sa dove si trova il centro storico di Porto d’Ascoli. Probabilmente in pochi risponderebbero esattamente a questa notizia, perlopiù anziani e residenti della zona. Eppure tanti anni fa la maggior parte delle persone conosceva bene quest’area. Erano presenti dei punti di riferimento molto frequentati dai giovani di allora. Attualmente il centro storico di Porto d’Ascoli affronta un periodo di appannamento. Qualche nostalgico ha deciso di istituire un comitato “Riqualificazione Centro Storico Porto d’Ascoli” (fondato da commercianti e cittadini) per far conoscere il problema e risolverlo insieme ai cittadini e agli enti. Abbiamo intervistato, per l’occasione, il coordinatore Antonio Pacchioli.

Innanzitutto ci dica cosa intende per Centro Storico di Porto d’Ascoli e ci illustri i problemi presenti nella zona.

“Parlo delle vie che si trovano nei pressi dell’incrocio che conduce alla Salaria: via Turati, Torino, Nazario Sauro e Piave. In questi tratti sono morte e stanno morendo varie attività commerciali. Inoltre sono presenti strutture e palazzine fatiscenti. Anche il decoro urbano non è all’altezza nonostante qualche riqualificazione effettuata di recente. Vedere il centro storico in queste condizioni è una profonda ferita al cuore per tutti noi originari di Porto d’Ascoli. E’ presente uno stato di abbandono non accettabile per la nostra comunità. Dal 2012 ho voluto istituire questo comitato per far presente la situazione e trovare una soluzione condivisa per risolverla.  La particolare situazione descritta, unita anche alla quasi totale mancanza di parcheggi nella zona, non invoglia il privato a investire e il caso più rappresentativo è la presenza in pieno centro e sulla Statale Adriatica delle case pericolanti e da decenni abbandonate”.

Quale soluzione proponete per ridare dignità al Centro Storico?

“Il comitato aveva suggerito di indire un concorso d’idee per riqualificare tutta la zona per poi realizzarlo a stralci (consapevole della difficoltà a poterlo realizzare nell’immediato). Ciò avrebbe consentito una visione d’insieme che avrebbe evitato micro-riqualificazioni a macchia di leopardo e senza alcun nesso logico le une con le altre. All’epoca il comitato aveva anche individuato quali erano le zone sulle quali prestare attenzione, affermando con forza che non era concepibile che una città a vocazione turistica come San Benedetto del Tronto desse un’immagine così degradata del suo ingresso in città (dai turisti provenienti dall’entroterra Piceno e dal meridione). Purtroppo a distanza di quasi tre anni il comitato ha dovuto costatare che nulla è stato fatto in tal senso. Vorremo anche discutere del modo di come incoraggiare i turisti a visitare anche questa parte della città”.

Sappiamo che non è l’unica area di Porto d’Ascoli cui tenete riqualificare.

“Esatto. Vorremo assolutamente fare qualcosa per riaprire al pubblico il parco della Villa Laureati e la villa stessa, a oggi abbandonata e vuota. Noi del comitato siamo concordi nel pensare che la riqualificazione dell’intera zona debba sicuramente passare attraverso una gestione della villa da parte dell’amministrazione magari proponendo alla proprietà un eventuale affitto con l’obiettivo di renderla fruibile all’intera popolazione ad esempio con percorsi ciclo-pedonali all’interno del parco stesso e rendendo funzionale l’intero edificio storico, così com’è già stato fatto in tante altre realtà simili in altre città. Teniamo molto alla Villa Laureati (e alla torre Guelfa) considerata da molti di Porto d’Ascoli un desiderio proibito. Inoltre ci piacerebbe migliorare la viabilità proponendo la realizzazione di piste ciclabili di collegamento che ora, viste le condizioni dell’attuale sottopasso ferroviario in via Mare, non sono realizzabili. Una delle proposte è quindi l’allargamento del sottopasso per permettere in totale sicurezza il transito dei pedoni e delle biciclette per collegare la zona del mare con la parte a Ovest della ferrovia”.

Quale sarà la prossima mossa del comitato?

“Abbiamo deciso di convocare per la prima decade di novembre un’assemblea pubblica per approfondire tutte le problematiche per poi sottoporle ai candidati sindaci della prossima amministrazione. Probabilmente si svolgerà alla parrocchia SS Annunziata. Sarà un ulteriore modo per far conoscere la situazione anche alla cittadinanza. Siamo molto motivati nel ridare lustro a queste aree. Punti di riferimento molto importanti come il circolo tennis “Tonino Montanari”. Organizzavamo tornei sia di tennis sia di calcio dove si affrontavano le vie del Centro Storico. Momenti di ritrovo indimenticabili. E’ un vero peccato l’assenza di questi eventi.

Saranno presenti anche i presidenti dei comitati di quartiere?

“Certamente, l’invito sarà esteso anche a loro. Teniamo, però, a precisare che i consigli saranno ben accetti ma alla fine qualsiasi decisione dipenderà esclusivamente dal nostro comitato. A noi la politica non interessa, ci muoviamo soltanto per il bene della collettività. Sappiamo che riqualificare queste zone porterebbe beneficio a tutti quanti. Al cittadino, al commerciante e in particolar modo al turismo. Vogliamo essere anche degli intermediari tra i cittadini proprietari delle strutture fatiscenti e l’amministrazione comunale per trovare insieme una soluzione ai problemi elencati precedentemente”.

Come spiega la situazione attuale del Centro Storico e della Villa Laureati?

“La crisi economica ha inciso sicuramente nella manutenzione dei luoghi e degli immobili. Inoltre molti di noi, per lavoro o per altro, hanno trascurato e sottovalutato la situazione, permettendo un degrado. L’espansione demografica e il conseguente sviluppo industriale hanno dato anche un’altra negligenza. Le responsabilità sono di tutti, anche nostre naturalmente. Abbiamo deciso, appunto, di muoverci per riqualificare l’area e tramandare la memoria di certi luoghi ai nostri giovani, elementi fondamentali per completare il progetto. Siamo fiduciosi, abbiamo già ottenuto buoni riscontri dalla cittadinanza. Speriamo di avere più collaborazione da parte degli enti”.

 

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