SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella giornata sambenedettese di Matteo Orfini a far notizia sono i non intervenuti. L’assenza del sindaco Gaspari presso la sede dell’Associazione Pescatori non è passata inosservata, tanto da diventare l’argomento di punta prima, durante e dopo l’intervento del presidente nazionale del Pd.

La sezione nord, organizzatrice dell’appuntamento che trattava il ruolo da assegnare ai circoli, ha subito rispedito al mittente le polemiche, definendole strumentali. “Il sindaco non era tra i relatori, ma lo avevamo invitato – spiega Andrea Manfroni – non dovete confondere il partito con gli amministratori”.

Eppure l’imbarazzo per l’episodio ha toccato diversi esponenti, se non addirittura la maggioranza della platea. Perché inserire tra gli ospiti Fabrizio Panebianco, capogruppo Pd al Comune di Roma (rimasto nella Capitale per sopraggiunti impegni) e ignorare Gaspari? “E’ stato un errore – osserva Paolo Perazzoli – spesso ci si perde in sciocchezze. Se inviti il sindaco, lo devi inserire nei saluti di rito. E’ pur sempre il rappresentante massimo del partito e della città, era giusto che ci fosse”.

Banale autogol o voglia di smarcarsi dall’attuale giunta? A smentire i renziani è un recente precedente relativo alle elezioni regionali, quando il primo cittadino di Monteprandone Stefano Stracci presenziò all’incontro con Matteo Ricci organizzato nel suo comune dall’allora candidato Claudio Benigni. A chi si stupì della partecipazione del sindaco – notoriamente vicino ad Urbinati, anch’egli in lizza per un posto in consiglio regionale – i renziani replicarono rimarcando il ruolo istituzionale di Stracci. Ragionamento che, evidentemente, valeva solo allora.

C’è poi il malcontento di Renzo Forti, referente di SinistraDem: “Avevo chiesto di parlare, mi è stato impedito. Si doveva discutere dei circoli, peccato che tra i relatori mancassero gli altri due segretari. Mi è parso un incontro autoreferenziale. Se questa è la nuova politica non è una bella premessa”.

“A GENNAIO NUOVO STATUTO” Orfini ha annunciato la riforma dello statuto del partito a gennaio 2016: “Entro novembre invieremo un documento ai circoli. Speriamo che arrivino proposte e indicazioni. L’auspicio è ridurre la distanza dal centro. Un partito ha senso se è una comunità e se assume decisioni dopo una discussione collettiva e leale”.

“TROPPO SENSIBILI AI MI PIACE SU FACEBOOK” Il presidente però ammonisce quei militanti troppo sensibili ai giudizi provenienti dai social network: “Dobbiamo compiere valutazioni autonome. La storia dei 101 in occasione dell’elezione del Capo dello Stato nel 2013 fu frutto di giochi di potere e, allo stesso tempo, dell’incapacità dei nostri parlamentari di resistere ai mi piace su Facebook”.

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