MARTINSICURO – La procura di Teramo chiude le indagini sull’omicidio Tizi, confermando le accuse per i 4 albanesi, appartenenti tutti allo stesso nucleo familiare.

Il sostituto procuratore, Bruno Auriemma, ha firmato nelle ultime ore la conclusione delle indagini e ora si attende la richiesta di rinvio a giudizio per i 4 indagati.

Secondo la procura, le indagini svolte in questi quattro mesi sono state sufficienti per confermare agli Ziu le accuse di concorso in omicidio volontario, aggravato dai futili motivi, lesioni aggravate nei confronti della convivente, porto e detenzione illegale di arma da fuoco.

Sempre secondo la pubblica accusa, fu una vera e propria esecuzione quella che portò all’uccisione di Roberto Tizi, 35enne originario di Petritoli, freddato,  lo scorso 7 giugno nel quartiere Tronto di Martinsicuro,  con due colpi di pistola e poi malmenato mentre era a terra agonizzante.

Per l’omicidio del giovane fu arrestato l’8 giugno Arjan Ziu, albanese di 49 anni. L’uomo, secondo gli inquirenti, dopo essere stato picchiato da Tizi in un bar al termine di una lite, avrebbe chiesto aiuto ai parenti per vendicarsi e i 4, qualche ora dopo, avrebbero teso un agguato alla vittima sotto la sua abitazione nel quartiere Tronto.

Ziu, reo confesso, aveva sempre dichiarato di aver agito da solo, ma la testimonianza della compagna di Tizi e le immagini delle videocamere della zona avevano incastrato anche i 3 parenti dell’omicida.

Si tratta del fratello Mikele Ziu (52 anni) e dei due figli dell’uomo, Rudi di 25 e Antonio di 18. I 4 sono rinchiusi nel carcere di Castrogno da 4 mesi.

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