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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 28 agosto si è verificato un cambio di vertice al comando della Capitaneria di Porto sambenedettese. Dopo i due tradizionali anni di servizio, il Comandante Sergio Lo Presti ha lasciato il suo posto al collega Gennaro Pappacena. Il curriculum del neo Comandante è di tutto rispetto. Nato a Taranto nel giugno 1967, Pappacena è laureato in Economia e Commercio presso l’Università Federico II° di Napoli ed è abilitato alla professione di dottore commercialista avendo superato l’esame di Stato presso l’Università “Partenope” di Napoli. Sposato con la dottoressa sociologa Giovanna de Bellis, ha due figli Vincenzo e Marco, rispettivamente di 12 e 6 anni. Il più piccolo è stato di recente protagonista nello spot del 1530 che ha visto come testimonial il noto attore Claudio Amendola. Dal 28 luglio 2013 al 24 agosto di quest’anno il Comandante Gennaro Pappacena è stato destinato presso la Segreteria del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per ricoprire l’incarico di Ufficiale Superiore addetto al Sig. Ministro fungendo da collegamento tra l’indirizzo del vertice politico e la sua articolazione tecnico operativa del Comando Generale delle Capitanerie di porto. Inoltre ha ricoperto, dal 2004 al 2006, l’incarico di Comandante dell’Ufficio Marittimo di Palinuro. Oltre alla passione del mare, coltiva anche quella dello sport (con trascorsi atletici nel canottaggio).

Comandante, lei è nato a Taranto, città con un’area portuale importante. Ha influito anche questo sulla sua scelta d’intraprendere la carriera militare nella Capitaneria di Porto?

“Certamente vivere in una località di mare può aver facilitato il mio percorso. Inoltre mio padre è stato un ufficiale della Marina, quindi anche il passato della mia famiglia ha influito sulle mie scelte. Naturalmente il mare mi ha appassionato fin da ragazzino, come gli sport d’acqua. La passione è fondamentale se si vuol raggiungere un obiettivo. Ho scelto d’intraprendere la carriera nella Capitaneria di Porto perché volevo dare un serio contributo alla comunità. Aiutare cittadini, bagnanti e pescatori nel far rispettare e comprendere le norme presenti sulla balneazione, navigazione e sicurezza del mare. Fondamentale per qualsiasi collettività con un imponente bacino marittimo e portuale”.

Da un mese e mezzo ricopre la carica di Comandante a San Benedetto del Tronto. Quali sensazioni sta provando dall’ambiente sambenedettese? Lo conosceva in precedenza?

“Mi sento completamente a mio agio. Fin dal primo giorno ho sentito il calore e la passione della comunità sambenedettese. Ho riscontrato disponibilità e collaborazione con tutti gli enti e i rappresentanti della città e dell’area portuale. Non conoscevo San Benedetto del Tronto ma mi affascinava molto operare in questo territorio. Sono attratto, generalmente, dalla sfida e quando mi è stato proposto di trasferirmi qui non ho avuto esitazioni. Il mio predecessore Lo Presti ha svolto un buon lavoro e fin dal primo giorno sono concentrato a realizzare quello che la marineria sambenedettese mi sta chiedendo dal primo giorno d’insediamento, ovvero il dragaggio. Ho dato, infatti, massima priorità alla rapida ripresa dei lavori di escavo”.

A proposito, entro il 13 ottobre dovrebbero concludersi i lavori di escavo. Sarà rispettata la proroga concessa alla ditta? Come procede la questione inerente al dragaggio? (Nota: l’intervista è stata realizzata prima della notizia della proroga al 19 ottobre)

“Spero che entro quella data si concluderanno i lavori. Purtroppo ci sono stati dei rallentamenti dovuti al maltempo e a qualche mareggiata. Inoltre la ditta incaricata ha rilevato sul fondale anche dei rifiuti (reti di pesca e rottami vari) che hanno rallentato l’operazione. Sono comunque fiducioso sulla vicenda del dragaggio e credo che rapidamente si avranno sviluppi positivi. Ho parlato con i pescatori e comprendo bene le loro preoccupazioni. Il confronto è stato incoraggiante. Mi piace immedesimarmi nei marittimi, affrontando i loro ‘ritmi’ e le loro tradizioni. Inoltre non è facile comprendere le continue modifiche apportate dalla comunità europea alle varie norme di pesca e navigazione e quindi lavoro anche per aiutare i pescatori nel far capire determinate regole. Mettendomi nei loro panni ho tratto molti insegnamenti che cerco di trasmettere ai miei allievi. Ho riferito ai pescatori di ‘educare’ quella piccolissima frangia che a volte non rispetta l’ambiente marittimo. Un’area portuale/marittima, per funzionare, deve avere collaborazione e rispetto da parte tutti gli enti. Ottenendo ciò l’intera comunità avrà dei benefici a qualsiasi livello”.

Di recente sono stati resi noti i dati dell’operazione Mare Sicuro 2015 sul nostro territorio. Che cosa può dirci riguardo questa campagna?

“Sono rimasto soddisfatto dal calo degli interventi di soccorso e degli illeciti. Vuol dire che è stata eseguita una buona campagna di prevenzione. La buona informazione data ai cittadini, l’aumento di servizi informativi, l’iniziativa Bollino Blu (finalizzata a razionalizzare l’impegno delle forze di polizia in mare) e il miglioramento del servizio 1530 ha permesso di rilevare dati, tutto sommato, positivi. E’ sempre stato un nostro obiettivo garantire regole e sicurezza in un ambiente vasto come il mare. Il rispetto delle norme e la vigilanza garantiscono sempre alla città un riscontro positivo sotto vari aspetti”.

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