SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In merito a quanto stabilito dal Giudice Sportivo a seguito della gara disputata a Fano, l’Associazione NoiSamb intende specificare la sua posizione.

Il tifo rossoblù, riconosciuto e stimato in tutta Italia per il calore e la passione, rappresenta da sempre l’arma in più della Samb , sia in casa sia in trasferta. Spesso però si confonde il tifo caloroso con azioni che, oltre a non recare alcun vantaggio, crea danni alla squadra in campo e alla società.

A tal proposito è doveroso ribadire un messaggio: lanciare oggetti in campo o sputare al guardalinee non porterà mai nulla di buono alla Sambenedettese. In un calcio che non esiste più forse funzionava in questo modo: questo sport però, che ci piaccia o no, è cambiato e l’idea di mettere “pressione” all’arbitro e assistenti ha assunto tutt’altro valore.
Il pubblico può essere un fattore decisivo, e noi lo sappiamo bene, ma non in questo modo.

Il tifo rossoblu è il vero dodicesimo uomo in campo quando canta, salta, batte le mani e fa scuotere la terra e il mare con il proprio boato. Un coro cantato da tutti trascina gli 11 in campo e fa tremare le gambe ai nostri avversari, uno sputo al guardalinee serve solo a danneggiare economicamente la società.

Come associazione di tifosi invitiamo chiunque abbia la Samb nel cuore a non ripetere più azioni inutili e dannose. In casa come in trasferta seguiamo chi coordina il tifo, abbracciamo i fratelli al nostro fianco e dimostriamo agli avversari che sugli spalti noi non perdiamo mai.

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