SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si allontana la possibilità di organizzare le primarie del centrosinistra entro metà dicembre. A meno di due mesi dall’appuntamento non esistono ancora regole, linee programmatiche, definizione delle alleanze e candidature definitive.

Senza dimenticare che andrebbe concesso ai contendenti il tempo per la raccolta firme ed un altro periodo per la consueta campagna elettorale. Per non parlare della grana dei Poru, che sta togliendo attenzione ed energie all’intera coalizione.

Sia i renziani che l’ex sindaco Perazzoli si sono già espressi: “Le primarie si svolgano il 7 febbraio 2016, come a Milano. Così facendo sfrutteremmo pure la spinta mediatica”.

Al coro si sono aggiunti i Socialisti, che potrebbero prendere parte alla gara. Il segretario Umberto Pasquali dà per certo un rinvio all’anno nuovo: “Non credo si possano tenere a dicembre. E poi che fretta c’è? Perché tutta questa corsa?”.

A tal proposito, va ricordato che cinque anni fa le primarie tra Gaspari e Spadoni si tennero il 27 marzo, a meno di due mesi dalle elezioni amministrative andate in scena il 15 maggio 2011.

I vendoliani stilano invece l’elenco delle priorità: “Prima occorre arrivare ad una risoluzione sui Poru – spiega Giorgio Mancini – qualora si arrivasse ad una sintesi potremmo comporre la coalizione, poi il programma. A quel punto si valuterebbero i candidati e la possibilità di arrivare ad una scelta unitaria. Se si fallisse, fisseremmo la data delle primarie. Il percorso è lungo. Le consultazioni non vanno messe in cima alla lista, ma alla fine”.

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