FANO – Una Samb ridisegnata da Beoni e molto spregiudicata quella che scende a Fano, con un 4-2-3-1 fondato su tre mezze punte quali quelle rossoblu che, in questo campionato, fanno male a chiunque. E non si fa in tempo ad osservare la disposizione in campo che, dopo un brivido provocato da Sivilla ai 600 tifosi ospiti, la gara ha la classica svolta dell’incontro, e siamo appena al 5’ minuto.

Sabatino è bravo a vincere un contrasto e lanciare lungo, Pezzotti, la bella copia di quello visto contro il Monticelli, scatta lesto e viene trattenuto al limite dell’aria. Espulsione di Marconi, molto ingenuo, e sulla punizione Barone disegna la traiettoria perfetta che vale lo 0-1.

La partita non finisce qui: la Samb gioca con un Palumbo stratosferico che buca la corsia destra ogni volta che vuole, Titone è il solito generoso, stavolta in posizione centrale, Pezzotti gioca con intelligenza e il duo Sabatino-Barone sa come gestire il pallone. Nonostante alcune buone occasioni, il Fano riassorbe la botta perché il trio Sivilla-Gucci-Borrelli è effettivamente di altissimo livello, e quando accelera dietro si soffre, specie quando i due attaccanti Gucci e Sivilla partono dagli esterni.

Sorrentino, nel primo tempo, fatica invece a trovare una propria identità da centravanti puro; e infatti il giovane e bravo attaccante, a nostro avviso, nonostante la “sponsorizzazione” bonaria del presidente Fedeli, è una seconda punta e il suo ruolo ideale sarebbe quello occupato oggi da Titone.

La gara sembra comunque scorrere senza grandi patemi per Cosimi, autore di una sola parata nel primo tempo, fin quando, all’ultimo secondo di recupero, l’arbitro ha cercato di riequilibrare l’incontro assegnando un rigore come di quelli che non si vedono mai. Non ci è sembrato che Salvatori abbia spintonato Borrelli. Purtroppo il direttore di gara, dopo l’espulsione iniziale, ha visibilmente cercato di rimettere le cose a posto; e alla prima occasione propizia, ovvero il tuffo di Borrelli, ha pareggiato il conto.

L’impressione, nel nuovo schieramento voluto da Beoni, è quello di una formazione ancora in fase di definizione, che dovrebbe trovare un suo definitivo equilibrio trovando spazio ad un giocatore come Trofo a centrocampo (senza un incontrista puro centrocampo e difesa soffrono) e cercando contemporaneamente di non rinunciare ad un under come Sorrentino e a giocatori di qualità come Palumbo, Pezzotti.

La superiorità numerica è poi stata fatta valere in tutta la sua forza nella ripresa, quando i rossoblu sono partiti subito all’attacco collezionando buone occasioni, anche se il Fano ne ha avuta una notevole con Sivilla. Ma è stato il classico “canto del cigno”, perché trascinata da Titone e sorretta da Barone, sono arrivati in sequenza i tre gol di Salvatori, Titone e Barone, su calcio di rigore per fallo su Palumbo. Il limite del Fano è stato sicuramente quello di non accontentarsi del pari e aver iniziato la ripresa con uno schieramento offensivo come quello del primo tempo, giustificato però dalla necessità di rimontare. Forse mister Alessandrini avrebbe dovuto pensare ad una gara di attesa, perché il Fano ha comunque attaccanti in grado di far male su un lancio lungo.

Una dimostrazione di forza, in casa della capolista, che riscatta – ma non cancella – il capitombolo contro il Monticelli, pur se la gara è stata indirizzata dall’inferiorità numerica fanese per praticamente tutta la gara.

Ora i rossoblu sono nuovamente primi e attendono il Matelica, altra formazione quotata del girone. L’impressione sul gruppo rossoblu è oramai delineata. Se Beoni saprà lavorare di fino è possibile che il gruppo riesca a diventare dominante in questo girone. Beoni avrebbe forse, se agisse da abile scacchista, la possibilità di rinforzare contemporaneamente difesa, centrocampo e attacco.

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