SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Chiunque può firmare un esposto penale”. Queste le parole pronunciate ieri sera dall’avvocato Canafoglia nella sala Don Marino presso la chiesa Cristo Re a Porto d’Ascoli. Alta la presenza del pubblico che ha risposto alla nuova chiamata del comitato Ambiente e salute partecipando da molti paesi interessati alla vicenda dello stoccaggio gas.

Il comitato ha due obiettivi, come espone Adriano Mei: “Il primo è fermare questa macchina infernale, il secondo è attivare meccanismi di tutela”.

Una tutela legale che l’avvocato di Senigallia propone di far passare proprio attraverso un esposto in cui andranno segnalati gli “elementi non veritieri” nella presentazione del progetto. Ciascun aderente potrà firmare versando 25 euro comprensivi di adesione all’Unione nazionale consumatori. È infatti sotto l’ombrello dell’Unc che avanza il fronte dei cittadini in quella che viene ormai ritenuta “una battaglia contro la pubblica amministrazione”.

Massimo Bartolozzi spiega: “In una telefonata la vicepresidente della Regione Anna Casini ha detto che la procedura è chiusa. Ma nel sito del Ministero risulta ancora in sede di conferenza di servizi”. Le alternative sono, per Canafoglia, la denuncia penale e la mediazione civile. Ma sono strumenti che, almeno al momento, risulterebbero inefficaci.

La denuncia penale rischia di dissuadere i cittadini dall’adesione, mentre l’adr della mediazione potrà essere efficacemente attivato solo dopo i primi risultati in sede penale.

E la domanda di Mei è quella che sorge spontanea nella collettività: “Tra stoccaggio, trivelle in mare e in montagna cosa succederebbe al turismo di San Benedetto?”.

Per il comitato “va alzato il tiro” perché la comunità è davanti ad un bivio: o l’adesione ampia, ampissima all’esposto, o l’effetto candela di uno spegnimento lento e inesorabile perché, come ribadito dall’avvocato Canafoglia “la Gas plus srl sta procedendo. Piano, ma sta procedendo”.

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