SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tra Pd e Sinistra Ecologia e Libertà è rottura definitiva. Tutta colpa dei Poru, che da almeno una settimana hanno scatenato un violento botta e risposta tra le parti che fatica ad interrompersi.

La vicenda ha ormai compromesso le future alleanze e la fuoriuscita dei vendoliani dalla coalizione appare ormai un fatto certo. “Mi rifiuto di confrontarmi con chi, come Mancini, non è stato eletto”, sbotta il capogruppo dei democrat Claudio Benigni, che definisce “sciagurata” l’idea del sindaco Gaspari di invitare alle riunioni di maggioranza pure i segretari di partito. “Solo chi vota, chi è stato delegato dai cittadini a rappresentarli, ha il diritto e dovere di decidere le scelte per il futuro della nostra città e solo con loro mi voglio confrontare”.

Sul piano di riqualificazione urbana il Pd è quanto mai compatto: “Non è questione di antipatia o simpatia verso Mancini – prosegue Benigni – ci sono diritti e doveri che vanno adempiuti e non posso permettere che si tenti di mescolare le cose serie con strategie, magheggi e furberie. Si discuta, si approfondisca ogni delibera, ma poi deve arrivare il momento della sintesi. Una forza di governo lo sa, il Pd lo sa”.

Sel aveva accusato il capogruppo di aver tenuto sotto scacco l’intera maggioranza per due mesi, a causa della mancata elezione in consiglio regionale. “Non ho mai attaccato l’amministrazione – replica piccato Benigni – il mio unico intervento è ancora visibile su Facebook e non ho mai parlato di tradimento. Da quando sono capogruppo il gruppo vota granitico in tutti i consigli comunali. Negli ultimi mesi pur approfondendo tutte le questioni comunali, non ho partecipato alle riunioni di maggioranza per una ragione che molti consiglieri, sindaco compreso, conoscono”.

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