SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sette contro uno”. Claudio Benigni ricorda a Socialisti e Sel il peso del Pd in Consiglio Comunale. La polemica, come è noto, riguarda i Poru. O meglio, appena tre progetti sui diciannove complessivi, su cui i democratici appaiono una volta tanto compatti, a differenza dei due partiti alleati.

I vendoliani non sono disposti a trattare (“siamo contrari, punto e basta”), mentre al Psi interessa che la delibera non approdi in giunta in quanto “la risposta deve essere della politica e non dei funzionari del Municipio”.

“Vorrei ricordare – prosegue il capogruppo Pd – che se volevano studiarsi le pratiche dei Poru gli Uffici Comunali sono stati aperti e disponibili tutti i giorni negli ultimi quattro anni e che non dovevano limitarsi alle informazioni superficiali apprese nelle 4-5 riunioni di maggioranza svoltesi”.

Ma per Benigni in ballo c’è ben altro: “Qualora le loro siano soltanto prese di posizione e pretesti per cercare di pesare di più in vista delle prossime comunali come io immagino, ritengo più utile un confronto con il nostro segretario Gregori e non le prime pagine dei giornali. Se poi vogliono uscire dall’alleanza ce lo facciano sapere ma senza tanti giri di parole”.

Più che la stabilità dell’attuale amministrazione, la querelle sui Poru può compromettere il percorso che porterà dritti alle elezioni del 2016. L’appuntamento di lunedì prossimo tra Pd e i partiti della coalizione sarebbe dovuto essere una formalità. Rischia invece di diventare un match da dentro o fuori.

Nel frattempo, l’opposizione non resta a guardare e commenta l’ennesima guerra interna alla maggioranza. “Il fatto che da vent’anni la Regione non fornisce la nuova legge urbanistica non può essere la giustificazione per creare possibili danni al territorio tirando fuori dal cilindro leggi confuse che lasciano spazio a discrezionalità che oltretutto non sono state neanche condivise”, obietta Pasqualino Piunti. “Come si è già verificato tante volte, lo strumento delle Commissioni viene sistematicamente bypassato con buona pace dei rappresentanti dei cittadini”.

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