SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarebbe dovuta essere l’occasione per ufficializzare il fronte comune di Sel e Socialisti contro l’amministrazione comunale, è invece stata la scintilla per sancire la spaccatura fra i due partiti.

Al centro del dibattito ancora una volta i Poru e quei tre progetti (su diciannove totali) contestati da vendoliani e Psi. Ma col passare dei giorni le strategie sono mutate, rafforzando così la posizione del Pd che intende chiudere rapidamente la faccenda.

Noi siamo contrari, punto”, sentenzia Giorgio Mancini nella conferenza stampa congiunta con Umberto Pasquali. “I tre progetti vanno stralciati e basta, il sindaco ne prenderà atto e valuterà se cacciarci. E’ ovvio che questa vicenda comprometterà la futura alleanza. Noi vogliamo che quelle aree vengano edificate e lasciate a destinazione pubblica. Noi non siamo contro i Poru, appoggiamo ben 16 proposte. Le altre tre contraddicono lo spirito originario del piano, che punta a riqualificare le aree esistenti, degradate e dismesse”.

Non avendo rappresentanti in assise, Sinistra Ecologia e Libertà si limita a minacciare il voto contrario in giunta. Discorso differente per i Socialisti, che possono contare sul consigliere comunale Pino Laversa.

Eppure Pasquali allontana l’eventualità di un clamoroso sgambetto, confidando in un passo indietro dei democrat. “Alle ultime riunioni di maggioranza il Pd o ha disertato o si è presentato con pochissimi esponenti. Contiamo di farli riflettere e convincerli, esporremo le nostre ragioni. Se non ce la faremo, ci rimetteremo alle decisioni della maggioranza. A noi interessa soprattutto che i Poru non passino in giunta. E’ un passaggio inutile, non si deleghino gli uffici a dire se c’è un interesse pubblico o meno, la risposta sia della politica e del Consiglio Comunale”.

A monte della frattura ci sarebbe un intervento diretto del sindaco, che avrebbe avvertito telefonicamente gli assessori ribelli: o dentro, o fuori. Un pronunciamento negativo in giunta causerebbe automaticamente l’esclusione, con il serio rischio di compromettere la costruzione della coalizione per le elezioni a venire. E se da una parte Sel appare intransigente, dall’altra i Socialisti non vogliono tirare troppo la corda.

Lunedì il Pd incontrerà gli alleati per gettare le basi in vista del 2016. C’è da giurare che l’ordine del giorno verrà stravolto e sostituito da un nuovo duello verbale sui Poru. Anche perché prima di pensare al domani, bisogna fare i conti con un presente assai turbolento.

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