ELEZIONI AMMINISTRATIVE SAMBENEDETTESI. Mi è giunta alcuni giorni fa la lettera che segue, firmata dal responsabile del Partito Repubblicano della città di San Benedetto. Un piccolo movimento ma che mi ha fatto piacere, in attesa degli altri. Altri che non credo possano far finta di non aver letto gli input contenuti negli ultimi miei editoriali che io chiamo DisAppunti. So con certezza che li hanno letti. Non mi è chiaro però un particolare. Quando lei scrive: “In data odierna non è possibile definire una lista di punti programmatici poiché, come ben sa, vanno definiti con il candidato sindaco“, significa che non avete ancora designato un vostro rappresentante o state aspettando che vengano ufficializzati i nomi dagli altri? La seconda ipotesi la considero un errore perché significherebbe che siete piccoli e tali volete restare. Vorreste fare da stampella? Come spesso ha fatto il Pri nella sua storia.  Se è così non servireste a nulla se non a voi stessi. Nell’attesa di capire meglio, aggiungo che le parole non bastano, serve di più il coraggio di tramutarle in azioni. 

«Egregio Direttore,

mi presento, mi chiamo Nicolò Bagalini e sono rappresentante del Partito Repubblicano Italiano a San Benedetto del Tronto. Sono rimasto molto colpito dal suo articolo relativo alla campagna elettorale. In particolare trovo interessante il ritratto di “sciacallo” per il politico sambenedettese e di “preda morente” per il popolo.

Quando mi riferisco al degrado della politica di oggi, mi piace utilizzare i termini “tiranni” per gli amministratori e “sudditi” per i cittadini, ma credo che la sua immagine sia ancora più significativa della mia.

Condivido quello che ha scritto. Sinceramente, ciò che mi ha sorpreso non è stato il suo discorso in sé, ma la necessità di dover scrivere un articolo del genere ai politici ed ai cittadini di San Benedetto. Un gesto diretto e manifestazione di un malessere condiviso. Un richiamo che non può essere lasciato inascoltato e un appello che il PRI coglie per dimostrare di volersi impegnare concretamente e di essere pronto a pagare in caso di mancata realizzazione degli impegni.

Come sa, il partito che rappresento vanta una storia centenaria fatta di battaglie, di sconfitte e di vittorie. La ricerca continua di rappresentare un sano modo di fare politica, sempre lontano dal volatile perimetro degli slogan o delle utopie astratte, ci ha sempre caratterizzato ed è la storia ha dare evidenza di quanto fatto per l’Italia. Da sempre il PRI basa le proprie convinzioni sulla consolidata tradizione della democrazia senza aggettivi che da Mazzini in poi si è alimentata con il collettivo contributo di tanti uomini e donne che hanno voluto partecipare con la loro azione e il loro pensiero alla costruzione di un’Italia libera, democratica, laica e civile, ancorata ai valori dell’occidente.

A San Benedetto è rinata una forza giovane che si ispira alla tradizione del repubblicanesimo e vuole, con la forza delle idee e la volontà nelle azioni, mettersi al servizio della collettività in maniera disinteressata e guardando al futuro, ma consapevoli della responsabilità storica che dobbiamo e vogliamo onorare.

Caro Direttore, a San Benedetto stiamo crescendo sempre più; tanti tra ragazzi e ragazze tra i 20 e i 40 anni, condividono la voglia di cambiare, di “rivoltare come un calzino” la politica sambenedettese. Noi auspichiamo la creazione di una nuova (vecchia) forza politica completamente diversa dalle esistenti, che induca un rinnovamento nei contenuti, nelle persone e nel modo di fare politica. Cittadini, associazioni, corpi intermedi, rappresentanze del lavoro e dell’impresa esprimono disagio e chiedono cambiamento, ma non trovano interlocutori. Noi vogliamo sentirli, capire e fare di tutto per aiutarli attraverso la politica. Per fare questo la priorità è quella di smantellare la rete di clientele e privilegi che paralizzano la città. Generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale, queste sono le basi per il futuro dei sambenedettesi che auspichiamo.

L’amministrazione comunale non è per noi il meccanismo di potere che bisogna conquistare, ma è una organizzazione al servizio dei cittadini, che si deve servire con umiltà e disinteresse, mettendolo al di sopra di qualsiasi ragione di parte. Nella concezione repubblicana il comune , come organizzazione di interessi collettivi, deve sovrastare, e noi non dobbiamo, in alcun caso, sovrastare l’amministrazione pubblica e le sue ragioni. Quando un sistema di strutture pubbliche diventa parassitario, il costo di questo parassitismo cade direttamente sui cittadini.

La nostra voce, la voce del PRI sambenedettese, si è fatta sentire fino a Roma, Milano, Bologna, durante le principali riunioni del partito ma anche in sedi nazionali di altri partiti a noi vicini, perché la nostra idea è quella di aprire le porte a chi vede la politica come una missione volta al bene comune. Ci rivolgiamo a loro per avviare un processo di aggregazione politica libero da personalismi e mirato a fare di San Benedetto un paese che prospera e cresce. In altri termini, vogliamo creare una forza d’equilibrio, una zona di ragione dove l’aria sarà irrespirabile per tutti i faziosi.

In data odierna non è possibile definire una lista di punti programmatici poiché, come ben sa, vanno definiti con il candidato sindaco. Ad ogni modo, abbiamo idee moto chiare in tema di tagli spesa pubblica, incentivazione del turismo e sulle politiche giovanili che a tempo debito sarò lieto di presentare e condividere con lei.

Infine, tornando al suo appello iniziale, caro Direttore, nel caso in cui dovessi ricevere un incarico amministrativo retribuito, sono pronto a restituire quanto percepito devolvendo la mia retribuzione alla comunità dei sambenedettesi. La politica non è un lavoro ma una missione che per definizione non deve essere speculativa»

La saluto cordialmente
Nicolò Bagalini

PS Mi scuso con i lettori per la pubblicazione precedente di questo articolo. Era incompleto a causa di un mancato salvataggio per mancanza di linea

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